Correzione bozze: i titoli

Correzione bozze: errori nei titoli.

Spiace usare come esempio gli errori altrui, ma faremo di nuovo uso di un refuso andato in stampa per mettere in guardia i lettori da una delle peggiori insidie della correzione di bozze: l’errore nel titolo.

Considerato talmente grave che alcuni committenti non pagano al revisore, per contratto, la cartella o l’intero articolo che ne contenga uno, il refuso in questa parte del testo è il classico elefante nella stanza: così evidente che nessuno lo vede.

Antidoti: leggere i titoli ad alta voce. Leggerli al contrario, parola per parola. Leggerli per primi, quando ancora non si conosce il contenuto del testo, e rileggerli per ultimi. Far fare a un altro redattore una seconda lettura solo su titoli, titoletti e didascalie. E, ovviamente, massima attenzione al controllo dei dati!

ottobre 16, 2014 at 8:21 am Lascia un commento

Come si impagina una rivista

Come fanno i grafici a impaginare una rivista? A chi volesse togliersi la curiosità senza addestrarsi negli elementi tecnici consigliamo il gradevole video realizzato da Internazionale. Condensata in pochi secondi, ecco la nascita del “vestito” del celebre periodico. (altro…)

settembre 15, 2014 at 12:47 pm Lascia un commento

Correzione bozze: il criterio di uniformità (di nuovo)

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Nessuna intenzione di crocifiggere il redattore o i redattori cui è sfuggita la questione. Su un testo corposo e su una parola di questo genere possiamo quasi concederci il lusso di dire: “Chi se ne accorge?”. Ma sono sicura che lo avete trovato a colpo d’occhio, quel “pompon” lassù che fa a botte con il “pon-pon” là sotto. (altro…)

settembre 8, 2014 at 1:26 pm Lascia un commento

Correzione bozze: il controllo dei nomi

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Alla vostra sinistra, cari correttori di bozze, un “ritaglio” dall’inserto culturale di un noto quotidiano nazionale. Alla vostra destra una voce della (amichevolmente definita) Garzantina della musica. Vi sarete accorti subito di un errore in cui s’imbatte spesso chi fra noi si occupa soprattutto di periodici e di saggistica: un nome sbagliato sfuggito al controllo dell’autore. (altro…)

luglio 29, 2014 at 6:03 pm 2 commenti

Lavorare per Einaudi: com’era, nel 1963?

“Con lui la redazione è un laboratorio tirato a cera, non un filtro, non una boccetta, un’ampolla fuori posto. Spira sulle teste chine il soffio nordico della cura con cui si deve rifinire ogni minimo componente della macchina, perché scintilli della luce della perfezione. Di ogni libro si tirano tre giri di bozze. In qualche parte dell’edificio fascista di via Biancamano stanno nascosti decine di correttori, e hanno il colore delle piante che non vedono il sole”.

Lui è Daniele Ponchiroli, redattore capo di Einaudi al tempo in cui la casa editrice coincideva con nomi come Calvino, Natalia Ginzburg, Pavese; la citazione proviene invece da I migliori anni della nostra vita di Ernesto Ferrero, libro interessante e ricco di piccole curiosità libresche sul colosso Einaudi dei suoi (si lascia intendere) anni migliori. Redattori, traduttori, autori, stampatori, tuttofare e soprattutto il lunatico grande capo, chiamato con un enigmatico e maiuscolo “l’Editore”. Se in certi punti l’autore concede un po’ troppo alla nostalgia e alla venerazione per il carismatico editore, compensa il tiro con una gradevole dose di ironia, aneddoti e descrizioni gustose. I correttori di bozze di questa generazione (che si spera siano tutti coloriti e in ottima salute) vi troveranno atmosfere perdute ma anche costanti sopravvissute senza cambiamenti fino a oggi.

giugno 27, 2014 at 1:46 pm Lascia un commento

Libri per correttori di bozze

Non di soli manuali di correzione bozze vive il redattore. Non è la prima volta che parliamo di romanzi atti a solleticare il gusto del correttore o suscitarne l’identificazione con il protagonista (vedere qui, qui, qui e qui). È la volta di Le mille luci di New York, di Jay McInerney.

(altro…)

marzo 14, 2014 at 5:58 pm Lascia un commento

Lavorare nell’editoria: il writing coach

Non c’è solo il correttore di bozze. Tanta esperienza, una profonda cultura e una propensione naturale possono essere incanalate in professioni meno note nel mondo dell’editoria; dopo aver parlato dello storyteller ci occuperemo del writing coach, il “coach degli scrittori”. (altro…)

febbraio 6, 2014 at 2:22 pm Lascia un commento

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