Controllo delle fonti: quando il libro manca
ottobre 18, 2011 at 9:23 am 2 commenti
Un problema che accomuna correttori di bozze, editor, traduttori e (si spera) scrittori è il controllo accurato delle fonti. Finché si tratta di verificare una voce bibliografica sappiamo tutti come muoverci, ma per controllare una citazione o la correttezza della sua traduzione come si fa?
La lavorazione di un saggio, per esempio, non lascia scampo: le citazioni andrebbero controllate una per una e solo in casi disperati ci è lecito apporre l’ignominiosa nota “testo originale non reperito, verificare”. I rimandi a una fonte che ha beneficiato di diverse edizioni e traduzioni dovrebbero inoltre attingere tutti dalla stessa versione del testo, per ovvie ragioni di uniformità. Difficile disporre, nello scaffale casalingo, di tutti i volumi necessari al controllo… Talvolta il redattore interno viene spedito in biblioteca per un paio di giorni a effettuare i riscontri del caso; il freelance che vive in una baita alpina e/o non spera di poter essere retribuito per tale operazione potrebbe però tentare qualche scorciatoia, prima di rassegnarsi alla trasferta.
Quando si tratta di brani piuttosto brevi o riferibili a volumi ormai liberi dal diritto d’autore, Internet si rivela di grande aiuto a patto di avvalersi di strumenti dall’affidabilità inattaccabile. Niente copia-incolla random in Google, per carità.
Molto si può trovare attraverso la ricerca avanzata di Google libri: non tutti i testi sono corredati di una vera anteprima on-line, ma molti permettono di visualizzare ampi estratti se non l’intera pubblicazione. Uno strumento di controllo utilissimo e affidabile per verificare citazioni, originali di traduzioni, definizioni in dizionari…
Per testi prevalentemente in lingua inglese c’è anche Openlibrary (lo stesso meccanismo, ma dedicato alle pagine web è offerto dal servizio parallelo Wayback machine). Ancora, alcuni classici della letteratura britannica si possono consultare gratis su Literature.org e Publicliterature, svariati volumi anche in lingue meno frequentate sono invece su Project Gutenberg.
Per il latino, Itinera electronica prevede ricerche di vario genere: una volta appreso il meccanismo (non semplicissimo) diventa molto comodo. Per citazioni bibliche invece c’è SearchGodsWord.
In certi casi la rete si dimostra insufficiente: se un gran numero di citazioni sono estratte da un medesimo volume, se il suddetto è in commercio da poco o viceversa ormai introvabile, se vi occorre il testo integrale per fare una verifica complessiva (per esempio volete verificare l’assenza di plagio da parte dell’esordiente che state aiutando, o vi viene affidata la revisione della traduzione dell’opera) non c’è altro da fare che procurarsi il libro fisico.
Naturalmente, la prima mossa è cercarlo nelle biblioteche (perché lì è gratis). Il notissimo sistema Opac consente di esplorare la presenza di un certo volume in più di 400 biblioteche italiane, restringendo eventualmente a quelle della propria regione. Spesso è lento, ma funziona; si consiglia vivamente di spuntare l’opzione “solo risposte positive” per velocizzare il tutto! Sistemi analoghi esistono su base regionale o comunale. Sempre nelle biblioteche, soprattutto se universitarie, avrete modo di consultare i vari Thesaurus (vale soprattutto per chi si occupa di autori antichi).
All’Opac si accede anche dal portale Internet culturale, che comprende la ricerca non solo nelle biblioteche pubbliche ma in quelle di enti di ricerca, fondazioni, università, archivi fisici e digitali (inclusi alcuni grandi database esteri e il link ai Metaopac stranieri), con possibilità di individuare manoscritti, esplorare spartiti musicali e collegarsi a numerose realtà on-line utili a chi debba compiere ricerche approfondite su argomenti non proprio “da classifica”. Spulciando si trova, fra l’altro, un archivio di “versioni digitali” (ossia sostanzialmente pdf descrittivi, spesso ben fatti) relativi a mostre di vario genere, particolarmente interessanti per chi di noi scrive o corregge testi legati ad arte e turismo. Se avete tempo e pazienza, un’ulteriore opzione è lo scambio fra utenti in Anobii o Goodreads.
Qualora l’editore copra le spese e la situazione lo giustifichi, può avere senso ricorrere all’acquisto vero e proprio. Se si trattasse di testi ormai irreperibili potete rivolgervi per esempio a Fuori catalogo: si tratta di un remainder on-line; il sito consente di cercare un titolo, se non altro per avere conferma che non è più in circolazione nelle librerie tradizionali, ed eventualmente ordinarlo. Il database Trovalibro di Ibuk è riservato agli utenti professionali e parzialmente a pagamento. Oltre a consultare gli aggiornamenti sugli ultimi volumi usciti di catalogo (opzione libera e gratuita), potete suggerirne l’uso al libraio pigro che non ha l’intenzione (o gli strumenti) di andare per voi alla ricerca di una copia residua rimasta nel circuito: attraverso il programma potrà verificarne la presenza nel magazzino di alcuni dei distributori nazionali, e farsela mandare.
Qualunque sia l’opzione scelta, non dimenticate di calcolare nel preventivo l’impegno (economico e di tempo) che queste verifiche comportano.
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1.
denydeny | ottobre 25, 2011 alle 9:43 pm
Leggo da tempo il blog, ma è il mio primo commento… Da classicista, mi permetto di segnalare http://www.archive.org, data base di fonti soprattutto testuali, fornito in particolare per le edizioni molto antiche. Una manna se si devono verificare testi di otto-inizio novecento, anche se mi rendo conto che non è così frequente.
2.
correttricedibozze | ottobre 26, 2011 alle 9:34 am
grazie, molto interessante!