Correzione di bozze: un buon manuale

Abbiamo parlato tempo fa di un celebre e tuttora valido manuale per la correzione di bozze, ossia Il correttore di bozze di Marilì Cammarata (Editrice Bibliografica). A questo titolo vogliamo ora aggiungerne un altro, pubblicato nel novembre dello scorso anno, che ci è sembrato ben fatto e al passo con i tempi. Si tratta di Lavorare sul testo: correzione di bozze di Alessia Vinci, a cura dell’Agenzia Il Segnalibro.

Il volumetto è agile, non più di una settantina di pagine, e dunque non può naturalmente sostituirsi a un buon corso di editoria o all’esperienza diretta in una casa editrice. Tuttavia ha diversi pregi che lo rendono uno strumento valido. In primo luogo contiene alcune osservazioni non scontate sul ruolo del correttore di bozze nel lavoro editoriale così come esso si svolge oggi, e soprattutto su quanto questa figura professionale si trovi concretamente connessa ad altre (in particolare l’impagnatore): in sostanza, dà qualche spunto su come prevenire i proverbiali problemi di comunicazione fra redattore e grafico. Un aspetto che spesso i corsi e gli stage tendono a sottovalutare…

Secondo pregio è il fornire una chiara idea d’insieme del processo editoriale e, con ciò, del livello di approfondimento e della tipologia di lettura che è bene applicare in ciascuna delle fasi, dalla prima valutazione dell’originale al controllo delle cianografiche. Di quali strumenti ho bisogno prima di cominciare la revisione? Quali operazioni mi conviene compiere quando apro il file per la prima volta? Come usare al meglio gli ausili tecnologici? Cosa succede quando il mio testo passa nelle mani dell’impaginatore?  Cosa è bene non dare per scontato rileggendo l’ultima bozza?

Un capitolo è riservato alle norme editoriali e redazionali (cosa sono e perché ha senso applicarle), un altro raccoglie le istruzioni per la ripulitura preliminare dell’originale. Si parla dello strumento Revisioni e del famigerato correttore automatico. C’è un glossario dei termini tecnici e un esempio di una pagina redazionata con i relativi simboli per la correzione di bozze.

Sarebbe stato utile, secondo noi, aumentare il numero degli esempi e inserire qualche esercizio pratico per fare allenamento (è difficile trovarne!). Troviamo inoltre fuorviante il fatto che le correzioni annotate a margine dell’esempio siano in lettere maiuscole, cosa che ci sembra meglio evitare nella pratica. Tuttavia il testo ci ha dato un’impressione positiva in termini orientativi e formativi e per questa ragione ci sentiamo di consigliarlo a chi volesse diventare correttore di bozze!

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12 thoughts on “Correzione di bozze: un buon manuale

  1. Ringraziamo gli amici di correzionebozze.it per la gradita segnalazione; terremo certamente conto dei vostri preziosi suggerimenti per la seconda edizione del manuale, che è in preparazione. Grazie e a presto.
    Agenzia il SegnaLibro

  2. un elemento che molti tendono a dimenticare è il fatto che il correttore di bozze dovrebbe evere un’infarinatura di grafica e impaginazione, non solo per poter interagire con l’impaginatore ma perché spesso, soprattutto in testi con immagini, gli allineamenti, le crenature, le giustezze e via dicendo giocano un ruolo fondamentale per il risultato finale del libro, quindi non si possono correggere i refusi senza tener conto anche di questi altri elementi.

  3. Verissimo: se si conoscono i problemi degli altri step è possibile prevenirli, segnalarli, pettinarli… senza contare che ormai tanti chiedono al correttore di inserire le correzioni direttamente nel file di impaginazione.

  4. esatto! Anzi, proporsi come correttori di bozze e impaginatori aumenta notevolmente le possibilità di essere presi in considerazione dalle case editrici o, perché no, dalle riviste. Ovvio che in questo caso la formazione da perseguire è più complessa e lunga.

  5. mmh però secondo me è importante avere una formazione prevalente, per esempio proporsi specificamente come correttori con competenze di impaginazione: altrimenti il rischio secondo me è di essere presi per… impaginatori che vogliono arrotondare lo stipendio.

  6. è evidente che per essere presi sul serio bisogna dimostrare buone capacità in entrambe le mansioni ed essere disposti a farsi “testare”. A me è capitato che una casa editrice che fa prevalentemente saggi fotografici, fosse interessata a risparmiare proponendo il lavoro a un unico collaboratore esterno e quindi fosse ben felice di provare le competenze sulle due fasi di impaginazione e correzione bozze. Inoltre, in questo modo venivano eliminati molti passaggi intermedi e man mano che mi arrivava la roba dal traduttore, la inserivo già corretta in impaginazione.
    Ho notato che questa “doppia funzionalità” interessa sempre di più alle case editrici e permette di proporsi per lavori diversi e più complessi che quelli per corettori di bozze tout court

  7. Hai senz’altro ragione, e concordo nell’incoraggiare i lettori a “farsi un giro” nelle competenze di impaginazione, però aggiungo che questo discorso secondo me è valido per chi ha già avuto il tempo di fare una buona esperienza in entrambi i campi (che sia prevalente l’uno o l’altro non importa) e dunque può elencare nel cv collaborazioni che diano prova di buone capacità dall’una e dall’altra parte.
    Per chi ha ancora poca esperienza secondo me è meglio puntare su un ruolo professionale definito e riconoscibile dal committente, in modo da accaparrarselo, e nel frattempo formarsi e arricchirsi su ruoli complementari o collaterali.
    Dico questo perché la mia impressione è che il piccolo editore/studio può trovare molto interessante usare un collaboratore unico, ma uno grosso e ben organizzato ha tempi stretti, distribuzione vasta e capillare delle mansioni ed esigenze di qualità alte, e magari di un “ibrido” al contrario non sa che farsene.

  8. certo, è un’ottima distinzione la tua. Comunque sia, la formazione non è mai finita! non basta fare uno stage o un corso da scrivere sul CV e poi pensare di essere a posto, ci sono così tante sfumature in questo mestiere, così tanti campi correlati che è sempre bene tenersi aggiornati ed allargare le proprie conoscenze: prima o poi torneranno comode!

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