Correzione bozze: le parole del mestiere – IV

La lista delle espressioni “segrete” della correzione bozze, cominciata quasi due mesi fa a beneficio degli aspiranti correttori, termina oggi con le ultime sette voci. Chi si fosse perso le puntate precedenti, può trovarle quiqui e qui. Invitiamo tutti i lettori a indicarci formule e definizioni che potremmo aver dimenticato, non mancheremo di inserirle!

  1. ISBN: codice numerico di identificazione internazionale di un libro. Fondamentale, viene riportato sia nella pagina del copyright (vedi) che sulla quarta di coperta (vedi). Va controllato con cento occhi.
  2. Scheda promozionale/scheda di presentazione: posto che il sistema di promozione e distribuzione del libro sta cambiando, tuttora quando il promotore librario contatta le librerie o le catene di distribuzione per indurle a prendere in conto vendita un certo titolo si aiuta con una scheda compilata dall’editore, che in genere contiene: titolo, autore, data di uscita prevista, ISBN, prezzo; quarta di coperta (vedi), biografia dell’autore; destinatari dell’opera. Questa scheda viene preparata con molto anticipo, perché il libro viene “presentato” ai librai molto prima che sia messo in stampa: dal numero di “prenotazioni” spesso dipende la scelta di quante copie stampare, specie per i piccoli editori di nicchia. La stesura della scheda è spesso compito di chi si è occupato della correzione del testo, cioè voi.
  3. Copyright: di accezione ben più ampia, in questo mestiere la parola “copyright” viene usata per indicare l’insieme di indicazioni sulla proprietà dell’opera che generalmente vengono inserite a pagina 2: codice ISBN (vedi), anno di edizione, ristampe e seconde edizioni, nome dell’editore e di eventuali collaboratori (studio grafico, stampatore…), eventualmente la data di stampa (talvolta riportata invece nel colophon, vedi) e una frase che vieta la diffusione non autorizzata dei contenuti. E’ un elemento che deve essere controllato con attenzione prima di mandare in stampa: un ISBN scritto sbagliato è fra i peggiori incubi del redattore, in quanto è fra i peggiori incubi del suo datore di lavoro. Altra cosa da non lasciarsi sfuggire: sulla pagina del copyright non viene messo, di norma, il numero di pagina (così accade fino all’indice o, secondo le scelte, fino alla prima pagina di testo effettivo).
  4. Colophon: insieme di indicazioni che in un libro si sovrappongono talvolta al copyright (vedi) comparendo in seconda pagina; più spesso il colophon si trova nell’ultima pagina utile e riporta dati come il luogo e la data di stampa, il nome dello stampatore e diversi altri elementi secondo il caso. In pubblicazioni più complesse come riviste, quotidiani, allegati può trovarsi anche in altri posizioni, e diventare ancor più insidioso perché riporterà anche i nomi di direttori, autori, collaboratori, i crediti (vedi) fotografici, magari con l’indicazione della pagina di riferimento. Dato che in questi casi sono coinvolte persone fisiche dotate in genere di buoni avvocati, mai vi venga in mente di leggere il colophon con superficialità: può essere foriero di inenarrabili disastri. La buona notizia è che nel colophon magari comparite anche voi, se l’editore lo concede.
  5. Crediti: nei crediti si specifica che la tale foto, il tale articolo o illustrazione o traduzione sono da ascrivere a un determinato autore e non ad altri. Tutti gli autori di qualche cosa che abbiano sottoscritto un contratto con l’editore per comparire col proprio nome e cognome devono essere citati scrupolosamente. Il caso più comune di errata corrige (vedi) riguarda proprio errori nei crediti e dunque nel colophon (vedi).
  6. Sedicesimo: tecnicamente un sedicesimo è un foglio che viene inserito in una macchina per la stampa e ripiegato in modo da formare sedici pagine. Il “fascicoletto”  costituito da queste sedici pagine si chiama segnatura, ed è facilmente riconoscibile osservando il punto in cui le pagine si congiungono con la costa. In realtà le moderne tecniche di stampa e digitalizzazione hanno reso il concetto di sedicesimo sempre meno rilevante, ma conoscerlo serve a capire perché, se lavorate per un editore ancora un po’ “antico”, potrebbe capitarvi di sentire i colleghi discutere sul fatto che un volume di 81 pagine deve essere assolutamente tagliato o rimpolpato: stampando in sedicesimi si otterrebbero 5 segnature + 1 pagina sola, cosa non fattibile. Talvolta al sedicesimo, se necessario, si può aggiungere un “quartino” (quattro pagine).
  7. Errata corrige: nemico temibilissimo, consiste in un messaggio che può comparire nella seconda edizione di un volume, nel numero successivo di una rivista oppure sotto forma di talloncino inserito all’ultimo momento in una pubblicazione già stampata. Raccoglie i possibili errori che sono sfuggiti al correttore e che devono essere segnalati per amore di precisione o per placare l’ira dell’autore. O magari perché un lettore scrupoloso l’ha notato e ha inviato una lettera colma di sdegno, evidentemente senza rendersi conto di quanta fatica c’è dietro la lavorazione di un libro.  L’errata corrige è un po’ come la fedina penale del redattore, la recidiva è guardata con sospetto… Chi non avesse ancora letto Storia dell’assedio di Lisbona vi troverà un famoso errata corrige.
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