Oddio, la mia prima bozza!

Siete al principio di una carriera di correttore, non avete ancora nessuna esperienza e vi affidano la prima bozza della vostra vita, magari per una prova di redazione o per inaugurare uno stage. Se non sapete da che parte cominciare, niente panico!

Naturalmente un’infarinatura del mestiere sarebbe sempre meglio averla, prima di lanciarsi nella correzione, ma la prima bozza vera fa un po’ paura a tutti, specie se ve l’affidano senza farvi affiancare da una persona più esperta. Ecco qualche indicazione per cavarvela onorevolmente…

1) Quando studiamo a scuola o all’università siamo abituati a un tipo di lettura inverso rispetto a quello richiesto nel lavoro editoriale: il nostro scopo è leggere manuali di molte pagine nel minor tempo possibile, ricavando e memorizzando le informazioni essenziali e dimenticando le altre. Non è facile allenarsi a una lettura che va invece a caccia dell’errore, e che sarà molto più lenta e faticosa, soprattutto all’inizio. Per aiutarvi, consigliamo di leggere tenendo un righello o un foglio bianco piegato a metà sotto il rigo, in modo da isolarlo dal testo che segue e aiutarvi nella concentrazione. Inoltre, finché non sarete sicuri che il vostro cervello ha imparato a fare da solo la caccia al refuso (ossia dopo anni di lavoro, quando al primo colpo beccate il doppio spazio sul retro della scatola dei cereali alle sette del mattino) leggete facendo risuonare ogni parola nella testa, magari addirittura muovendo le labbra, come si faceva da bambini. Mi direte: ma se faccio così leggo le parole una per volta, e mi sfugge il senso generale! Sì, succede: se ne avete il tempo, l’ideale sarebbe infatti fare due letture: una in cui vi dedicate ai refusi, agli errori grammaticali, alle virgole fuori posto, e una seconda per verificare che le frasi nel loro insieme abbiano un andamento chiaro e sensato, e che il testo sia coerente al suo interno. Mantenere viva l’attenzione per questo tipo di lettura è pesante: gettatevici come se doveste decifrare il vostro contratto di assunzione, e fate una breve pausa non appena vi accorgete che il pensiero va per la sua strada. Per le parti di testo più delicate, come i titoli, potete adottare il vecchio trucco di leggere la frase al contrario, parola per parola: non rischierete di essere tratti in inganno da sintagmi noti e sarete certi di aver letto proprio tutto.

2) Una cosa molto utile da sapere prima di cominciare la correzione è che è molto difficile accorgersi di tutti i problemi di un testo facendo un’unica lettura da cima a fondo. Non ci sono solo gli “errori”, c’è un’infinità di elementi che richiedono di essere controllati… Il trucco è “stratificare” l’attenzione: per esempio, leggete sì l’intera bozza con cura, ma alla fine tornate alla prima pagina e leggete tutti i titoli, e solo quelli. Poi controllate tutti gli elenchi, e solo quelli: la sequenza numerica è corretta? Alla fine della frase c’è sempre il punto e virgola, o il punto, oppure nulla? Fate lo stesso con le didascalie (e le relative immagini), con le note, con le testatine, con i numeri di pagina, con i rientri del testo, con le citazioni, insomma con tutti gli elementi che devono avere una coerenza fra loro. Perché una regola assolutamente fondamentale in editoria è l’uniformità (vedere sotto). Alla fine del lavoro, non dimenticate di riscontrare che l’indice e l’interno (titoli, testatine) corrispondano perfettamente. Se disponete del file in formato elettronico, potete più agevolmente individuare tutti i corsivi o i grassetti fuori posto, le d eufoniche, i doppi spazi, la punteggiatura preceduta da spazio, gli accenti fatti con l’apostrofo, gli apici al posto delle virgolette… Un sotterfugio utile ai principianti è servirvi, con buon senso e attenzione, del controllo ortografico di Word alla fine della lettura. Non tanto per i refusi che non avrete trovato, ma per quelli che magari avrete inserito inavvertitamente digitando le correzioni. Se avete solo il file in Pdf, nessun problema: anche se il risultato non è perfetto, copincollatelo in un file Word e controllatelo nello stesso modo, considerando naturalmente che ci saranno delle imprecisioni fisiologiche dovute all’incompatibilità di certi aspetti dei due programmi. Ma se aiuta a far meglio, perché no?

3) Prima di cominciare procuratevi un prontuario dei simboli per la correzione di bozze, per esempio ricavandolo da qui o da qui (le norme Uni). Se non avete confidenza con questi segni misteriosi, non dovrete far altro che copiarli. Si usano così: all’interno del testo contrassegnate con il simbolo adatto la parola, la lettera, la frase o il segno di punteggiatura che volete correggere; riportate al margine del testo (alla stessa altezza e dal lato più vicino all’elemento da correggere) lo stesso simbolo e scrivete accanto la correzione che volete apportare. Se, per esempio, in un rigo di testo avete barrato con due lineette la parola “cane”, a margine riporterete le due lineette seguite dalla parola corretta, per esempio “carne”. Oppure contrassegnerete la “n” di “cane” con una stanghetta sormontata da un pallino, e a margine riporterete un’identica stanghetta e la correzione “rn”. L’importante è che si capisca bene cosa volete dire. Se avete l’opportunità di leggere un buon manuale la sera prima del vostro debutto, fatelo!

4) L’editore dovrebbe, in teoria, fornirvi un elenco di norme editoriali da seguire: vi saranno di aiuto anche per capire a cosa dovete fare attenzione. Se così non fosse, potete basarvi sulle norme più comuni, che abbiamo raccolto qui. Per farvi un’idea di quali trabocchetti potrebbero attendervi, e capire meglio alcune mansioni magari date per scontate, vi consigliamo inoltre di ricorrere al glossario dei termini specifici del lavoro in editoria, che trovate, diviso in più “puntate”, qui, qui, qui e qui. Farete, comunque, buona figura a domandare se è possibile avere il documento contenente le norme. Chiedete anche, se non ve lo hanno spiegato, che livello di approfondimento ci si aspetta da voi: solo refusi ed errori o anche un generale miglioramento dello stile? Spesso, paradossalmente, la seconda delle due cose non è richiesta (perché è già stata fatta, perché l’autore è affidabile o molto permaloso, perché se ne occuperà un collega più esperto, perché l’editore è un improvvisato e non ci ha mai pensato…).

5) Le bozze si correggono sempre su carta: questo è evidente se vi danno una stampata da riconsegnare, ma è bene saperlo quando vi chiedono di rivedere un documento in Word e restituirlo corretto: stampatelo con un corpo ben leggibile e dei margini ampi, riportatevi le vostre modifiche e solo successivamente inseritele, resistendo alla tentazione di correggere a video. Credete, non sarebbe la stessa cosa. Se dovete inserire le correzioni in un file di testo, sarebbe meglio utilizzare lo strumento revisioni di Word per rendere rintracciabili i vostri interventi. Tenete conto del fatto che inserire le correzioni nel file è un’operazione piuttosto lunga, e che è facile saltarne qualcuna: di nuovo, servitevi del righello, di una lampada potente e di tutti i vostri cento occhi.

6) Prima di cominciare a correggere fatevi un’idea del tipo di testo che avete davanti, ricordate a voi stessi quali sono le richieste del cliente, quindi decidete un “codice” diverso per due livelli di correzione: per esempio, con la penna rossa i refusi, gli errori inequivocabili e le imprecisioni grafiche; a matita i suggerimenti (sinonimi preferibili, frasi rielaborate per ragioni stilistiche, consigli non esplicitamente richiesti ma che vi sembrano importanti…) e le vostre annotazioni. Alla consegna, segnalate sulla bozza la distinzione adottata: il committente lo apprezzerà. Se all’inizio non vi sentite sicuri di quel che fate, segnate a matita tutte le correzioni e ripassatele a penna alla fine, o stampate due copie del testo pronti a riportare le correzioni definitive sulla seconda. Scrivete in corsivo minuscolo, mai in stampatello (se non per segnalare naturalmente parole che vadano scritte tutte maiuscole), nel modo più leggibile possibile.

7) A meno che ciò sia esplicitamente escluso dalle vostre mansioni (ed è bene chiarirlo con il committente subito), siete tenuti a controllare minuziosamente e completare, dove necessario, tutti i “dati sensibili”: nomi di persone, luoghi, prodotti; grafia dei termini stranieri di uso non comune; riferimenti bibliografici; date. Vi si annidano errori insidiosi che senza il vostro intervento andrebbero in stampa, e si tratta naturalmente di una pecca molto grave… pensate a un libro di storia in cui sia errata la data di nascita di Winston Churchill, un romanzo ambientato in una scuola di balletto in cui i nomi dei passi di danza siano in francese maccheronico, o un catalogo sul design in cui una celebre poltrona sia attribuita al disegnatore sbagliato!

8) A complicarvi la vita entra in gioco il fattore tempo: a meno che sia assolutamente indispensabile, non chiedete mai in extremis del tempo in più rispetto a quello che vi è stato concesso, o farete una pessima impressione. Sappiamo tutti che qualunque lavoro si allontana tanto dalla perfezione quanto più viene fatto di fretta, ma per il meccanismo editoriale la consegna delle bozze nei tempi è vitale, anche un solo giorno di differenza può mandare a monte il lavoro di chi vi ha preceduto o complicare dannatamente quello di chi vi seguirà. Potete servirvi di qualche trucco di salvataggio, come apporre la nota “ricontrollare per sicurezza la sequenza dei numeri di pagina” se non avete più il tempo di farlo da soli, ma alla fine abbiate il coraggio di considerare concluso un lavoro concluso. Tenendovi sempre pronti a giustificare i vostri interventi e accogliere con umiltà le critiche, se ce ne saranno. Altrimenti, che battesimo del fuoco sarebbe?

Annunci

16 pensieri su “Oddio, la mia prima bozza!

  1. salve, ho un dubbio atroce.
    premetto che sto facendo un corso per correttore di bozze, ma al momento la mia insegnante è in ferie per le vacanze natalizie.
    ho un’esercitazione: nel testo viene tradotta in italiano una piccola frase, ma secondo me la traduzione non è corretta…il dubbio è sul simbolo da usare e su dove scrivere la traduzione..i margini non sono sufficienti per scrivere l’intera frase, come posso fare? ho usato il simbolo per la sostituzione delle lettere, va bene?
    grazie mille e complimenti per il sito!

      • cara Giuli,
        il corso che sto seguendo è di Oblique Studio. io lo sto facendo online, perché non abito vicino a Roma (sono veneta… e non posso permettermi di abitare anche se per pochi mesi, in un’altra città).
        il corso lo sto ancora seguendo, ma per ora mi trovo molto bene.
        mi spiego: ho fatto le prime due ore di lezione frontale a roma, e per il resto ti mandano via mail l’esercitazione da fare. tu esegui, fai quel che devi fare e gliela mandi. il tuo tutor/la tua tutor corregge il tutto e vi sentite (anche telefonicamente) per le correzioni.
        a metà corso circa sono tornata a roma per altre due ore di lezione e ora continuano a mandarmi le esercitazioni a casa.
        è molto comodo: sia come prezzo (500 euro), sia perché ti segue sempre lo stesso insegnante, sia per il fatto che è online e mi dà la possibilità di gestirmi col lavoretto che nel frattempo faccio per cercare di mantenermi almeno un poco (molto poco, ma meglio di niente).
        io mi trovo molto bene, la mia tutor è gentilissima mi spiega tutto (le faccio mille domande, è molto paziente santa donna).
        poi ogni tanto, come hai potuto vedere, mi piace chiedere aiuto a corretricedibozze 😀
        se hai bisogno di altre indicazioni, dimmi pure, anche se per ora non credo di saperti dire molto di più… vedrò anche a fine corso come andrà…
        ciao ciao! 😀

    • Come è andato il corso? E’ stato utile? Sei riuscita a contattare qualche editore per iniziare l’attività di correttore, dopo questo corso?

  2. Cara Chiara, in un caso del genere secondo me puoi tranquillamente “inventare” una soluzione alternativa, per esempio racchiudere la frase in un riquadro, mettere un asterisco o appunto il simbolo che usi per la sostituzione delle lettere e riscriverla nel margine inferiore della pagina.

  3. Salve,
    Io sono ancora minorenne e sto pensando a che lavoro fare la prossima estate. Frequento un liceo scientifico e dato che mi piace molto leggere stavo pensando di provare a fare la correttrice di bozze! Certo, adesso ho capito che per fare un lavoro del genere ci vogliono tanta pratica, esercizio e pazienza ma allora mi chiedevo: dato che non sono ancora maggiorenne, né diplomata, né laureata mi prenderanno a fare uno stage? Che ne pensate? Ho qualche speranza?

    • Cara Federica, la tua idea di cercare di fare esperienza già durante l’estate è ottima. Non ho francamente idea di come funzionino gli stage per minorenni ma immagino che esistano delle soluzioni. Più che concentrarti su un singolo profilo professionale, considerando che nel tuo caso si tratterebbe davvero di una formazione da zero, io ti consiglierei di proporti presso redazioni locali dove tu possa fare un po’ di tutto, imparando a conoscere il processo editoriale in generale, in modo da capire se ti attira davvero e quale ruolo ti piacerebbe ricoprire in futuro. Magari il preside del tuo liceo potrebbe aiutarti a stabilire un contatto con un editore della tua zona (il massimo sarebbe un editore scientifico!); in questo modo apriresti magari la strada anche ad altri giovani desiderosi di darsi da fare!

  4. Ciao Correttrice!
    Questo articolo mi è piaciuto moltissimo! Sto seguendo anche io un corso online, sono ancora all’inizio del percorso ma mi sta interessando molto. Io ho già un lavoro, ma vorrei provare a cambiare strada poco per volta, possibilmente come freelance, se troverò qualcuno disposto a farmi cominciare, ma mi chiedevo… dopo quanto sei riuscita a mantenerti con questo lavoro?
    Grazie e complimenti per il blog!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...