Correzione di bozze: un lavoro di squadra

Il correttore di bozze, anche quando è freelance, non è una specie di topo di biblioteca che lavora in isolamento totale: talvolta, su richiesta del cliente o per esigenze proprie, deve organizzarsi per dividere un lavoro con altri colleghi. Ecco qualche suggerimento utile per cavarsela al meglio, sulla base della nostra esperienza.

Suddividere di soppiatto la correzione di un volume unico non è una buona idea: sarebbe decisamente meglio occuparsene da soli. Ci sono però diversi casi in cui spartire una bozza con un collega ha perfettamente senso. Se vi affidano la lettura di tre giri di bozze, per esempio, saprete certo che la cosa migliore è farle leggere a tre persone diverse purché affiatate e messe nelle condizioni di interagire fra loro. Se un committente chiede la vostra disponibilità per la gestione di un’enciclopedia mastodontica che uscirà per sei mesi, cercare aiuto in fretta è d’obbligo quanto accettare l’incarico. Se voi siete pieni di lavoro, ma volete acchiappare un nuovo promettente cliente, pure. Va da sé che la condivisione di uno stesso progetto è inevitabile se occorrono servizi di natura diversa, come editing + impaginazione, correzione bozze multilingue o traduzione. Come regolarsi?

Primo: in genere è meglio specificare al cliente che siete in grado di gestire il lavoro appoggiandovi a colleghi di vostra fiducia; tenetevi pronti a fornire credenziali e contatti dei medesimi, se ve li chiedono. Agire di nascosto potrebbe rivelarsi controproducente, a meno che la situazione lo richieda (leggi: cliente inesperto o confusionario; cliente molto sospettoso; rischio che il cliente “salti” voi per rivolgersi ai vostri collaboratori sperando in un prezzo più basso).

Secondo: agire in fretta quando la commessa interessante arriva. Nel giro di qualche ora dovreste essere in grado di organizzare una squadra d’emergenza, prima che qualcun altro vi soffi il lavoro: perciò, anche quando non ne avete bisogno, imparate a circondarvi di persone fidate e competenti alle quali ricorrere in caso di necessità. Cercate di coprire tutte le aree (scolastica, narrativa, saggistica…) sfruttando, se non altro, il passaparola fra colleghi per costruire una rete di partenza. Proponete i compiti più delicati a persone con cui avete già lavorato in passato, gli incarichi più semplici a nuove leve di cui non sapete ancora quanto fidarvi. Può essere molto comodo preparare nei momenti morti una sorta di tabella che raccolga un elenco di persone classificandole in base a competenze specifiche, esperienza, disponibilità oraria, prezzo, capacità di utilizzare o meno determinati programmi, versione dei medesimi installata, uso di Mac o Pc… Questo risolverà in un batter d’occhio la domanda “A chi posso rivolgermi per correggere un saggio di biologia impaginato in Xpress 6.5?”. Non trascurabile è il possesso (e la tipologia) di una partita Iva: accertatevi che voi possiate ricevere fattura da tutte queste persone senza perderci. L’insieme di queste operazioni potrebbe apparire un po’ dittatoriale, ma non dimenticate che creare una rete di professionisti cui “appaltare” una bozza significa automaticamente essere parte della rete che anche loro si sono creati: si tratta di un’offerta reciproca di aiuto che conviene a tutti.

Terzo: una volta che la squadra è fatta, cercate il sistema più efficace per comunicare fra voi. Dati per scontati telefono ed e-mail, consigliamo vivamente l’uso di Skype (chat + chiamata gratuita anche multipla + scambio rapido di file + per chi ha un Mac, comodissima possibilità di condivisione del monitor) e di un sistema di condivisione dei file più pesanti come Dropbox (è gratis e funziona benissimo). Al momento di partire, condividete e concordate attentamente la procedura: quali sono le norme editoriali da seguire, in che modo vanno segnalate le correzioni, qual è il livello di approfondimento richiesto; dovrete agire come se foste una persona sola.

Quarto: ci vuole un capo. Chi è freelance sa benissimo che non ha senso parlare di gerarchie in un gruppo di lavoro liberamente costituito intorno a un progetto: ci si dà una mano per trarne tutti uguale vantaggio, si collabora, ci si rispetta, si è alla pari. Tuttavia, quando è uno solo a mettere la faccia è bene che quest’uno sia riconosciuto in qualche modo come l’autorità. Più che un capo, un coordinatore con facoltà decisionale, insomma: uno che regoli il traffico, solleciti chi è in ritardo o non si allinea agli standard stabiliti di comune accordo, risponda ai dubbi, compia delle scelte se necessario. Coordinare un insieme eterogeneo di persone non è semplice, e non tutti ci sono portati: l’esperienza insegnerà come è meglio rapportarsi con ciascuno dei propri partner mantenendo un clima disteso e collaborativo senza perdere il polso della situazione né il sonno la notte.

Quinto: cresta sì, cresta no. Non è affatto indispensabile, quando si passa il lavoro a qualcun altro, applicare una fee per sé: si chiede aiuto a terzi per poter prendere un lavoro che altrimenti si dovrebbe rifiutare, dunque un vantaggio è già di per sé raggiunto. Se però, oltre ad assumersi la responsabilità del progetto, si svolge un ruolo che richieda un impegno in termini di tempo ed energie (per esempio smistare dei file in arrivo e ricontrollarli quando tornano indietro) è giusto e naturale trattenere un compenso commisurato al proprio coinvolgimento. Non c’è nulla di male, a patto che non ci si lasci attrarre dalla tentazione di “caricare” un po’ troppo: se ci lamentiamo perché gli studi editoriali si tengono una fetta troppo alta sul lavoro che facciamo per loro, cerchiamo di non commettere la stessa scorrettezza rifacendoci su chi ci viene in soccorso. Ne saremo senz’altro ripagati.

Advertisements

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...