Correzione bozze libri di cucina

La cucina e l’enologia sono qualcosa di molto vicino a una scienza, ma sono anche argomenti di comune frequentazione; sono caratterizzati da un linguaggio tecnico specifico, ma sono pure proposti ai lettori in tono generalmente discorsivo e divulgativo, considerando un target estremamente ampio e variegato. Nulla di più insidioso, in un certo senso, per noi correttori di bozze

Se vi capita di dover correggere un ricettario o una rivista “food & wine”, dunque, non sottovalutate la questione.

Come si corregge una ricetta?

La forma finale che questa dovrà avere è molto variabile e l’editore è tenuto a fornirvi indicazioni e norme estremamente precise. In ogni caso, molto importante è l’uniformità generale: ci si rivolge ai lettori con l’imperativo o l’infinito? Le unità di misura vanno in sigla o per esteso? In che ordine sono proposti gli ingredienti, per apparizione, per importanza, per peso? L’acqua, il sale sono citati negli ingredienti  o si dà per scontato che tutti ne dispongano in casa? Inoltre è bene fare attenzione a utilizzare formule simili o comunque coerenti per descrivere procedimenti simili all’interno del medesimo volume o collana (per esempio: per le ricette a base di pasta viene indicato ogni volta di portare a ebollizione l’acqua, salarla e tuffarvi gli spaghetti oppure si utilizza un generico “lessate la pasta”?). Attenzione alle conversioni delle unità di misura: oltre al comodo convertitore del vostro Mac, on-line si possono trovare tool simili come questo.

Più importante ancora è la fruibilità: il testo deve essere assolutamente comprensibile in ogni sua parte, il procedimento chiaro, senza punti ambigui o salti logici. Se per esempio l’autore descrive la ricetta di una pasta con i gamberetti, dovrà specificare se questi vanno cucinati con il carapace, se vanno sgusciati e privati del budello, se vanno acquistati già puliti. L’elenco degli ingredienti deve essere accuratamente riscontrato per accertarsi che tutti quelli indicati siano davvero utilizzati e viceversa nessuno manchi, che le quantità corrispondano a quelle segnalate nel procedimento, che i tempi di lavorazione e cottura, se presenti, siano plausibili. Attenzione anche ai titoli: se gamberetti sono, “Pasta con gamberoni” evidentemente non va bene. Tenete conto del fatto che al lettore comune un refuso in un romanzo sfugge, un errore in una ricetta no.

Questione delicatissima sono le immagini che accompagnano il testo: è molto facile che vi corrispondano soltanto in parte; nel caso della citata pasta con i gamberetti, se il procedimento descrive come sgusciare i crosctacei e nella foto compaiono dei gamberetti interi con tanto di testa, allora dovremo intervenire (segnalando l’incongruenza o, meglio ancora, proponendo un adattamento del testo in funzione dell’immagine, che sarebbe più difficile da sostituire). Idem se la pasta è fotografata già mescolata in una zuppiera e l’autore invita invece a suddividerla nei piatti prima di guarnirla con un ciuffo di prezzemolo. Oltremodo insidiose le immagini che illustrano le varie fasi della preparazione: dovranno corrispondere nei minimi dettagli.

E se il nostro compito prevede non solo di segnalare che cosa non va, ma anche di rattopparlo (e magari non sappiamo nemmeno friggere un uovo)? Posto che sarebbe meglio avere una conoscenza di base dell’argomento dei testi in correzione, in questo specifico caso è bene affidarsi a fonti autorevoli. La rete è zeppa di ricette on-line tradotte alla bell’e meglio, mal scritte, con dosi sospette. Paradossalmente i forum spontanei di appassionati (come per esempio Cookaround) o i blog sono senz’altro più precisi, se non altro perché si tratta di ricette sperimentate e commentate. Spesso sui siti ufficiali delle varie regioni o comuni si trovano indicazioni per le specialità del luogo; alcune ricette tradizionali sono poi descritte in versione “ufficiale” su Prodottitipici e Ars alimentaria (nelle sezioni Piatti composti); per conserve, condimenti e preparazioni che hanno un riconoscimento di origine si possono consultare i siti dei relativi consorzi o, ancora meglio, i disciplinari di produzione. Qualche valido ricettario tematico cartaceo farà il resto.

E per i testi descrittivi?

Controllare accuratamente parti discorsive relative a prodotti, vini, tradizioni enogastronomiche, animali da allevamento è importante non solo perché il nostro lavoro è verificare che ogni cosa sia corretta, ma perché si tratta di elementi la cui ufficialità è paragonabile a quella di una citazione legale all’interno di un’enciclopedia del diritto: esistono normative precise che regolano il nome esatto, la zona di produzione, le sottodenominazioni, ed è fondamentale che un paragrafo sul tal salume tipico riporti queste informazioni correttamente. Anche perché produttori e appassionati sono estremamente suscettibili su questo punto, e un volume sulla gastronomia calabrese che contiene un errore nel nome ufficiale del capocollo DOP susciterà valanghe di e-mail di protesta, che ricadranno sulla testa del redattore. Ecco spiegato perché bisogna servirsi delle fonti corrette.

Come documentarsi

Per l’Italia, il sito del Ministero dell’agricoltura pubblica l’elenco in Pdf aggiornato al mese in corso e costituisce la fonte più sicura di tutte per nome, denominazione e zona di produzione dei prodotti DOP e IGP. La mappa interattiva di Qualivita dà accesso a descrizioni ben fatte su materie prime, lavorazione, zona di produzione, storia di tutti gli alimenti a marchio di denominazione europei; registrandosi gratuitamente si ha accesso anche ai disciplinari di produzione ufficiali, da tenere come riferimento in caso di dubbio. Purtroppo la ricerca libera funziona male, ed è necessario ricercare ogni volta i prodotti per categoria e nazione. Attendibile anche l’atlante dei prodotti tipici di Agraria.it. Su Wikipedia compare l’elenco dei prodotti a denominazione suddivisi per regione; nella mascherina a destra è indicato il provvedimento legislativo che ha sancito il riconoscimento, corredato della data (attenzione, non sempre è aggiornato in tempo reale). Molto utili allo scopo anche Naturalmente italiano, i citati Ars alimentariaProdottitipici.com. Una buona fonte di informazioni è poi costituita dai siti web dei consorzi di tutela e di valorizzazione. Specifico per il formaggio è Formaggio.it, con descrizione delle caratteristiche e indicazione della regionalità; per i salumi invece ci si può rivolgere all’Istituto di valorizzazione dei salumi italiani.

Per notizie generali e storia della cucina e gastronomia, ottimo è Taccuini storici. Per ricette di antica memoria, all’occorrenza il ricettario di Pellegrino Artusi si trova gratuitamente on-line per esempio qui.

Quanto al vino, argomento estremamente spinoso e “da addetti ai lavori”, Lavinium offre una panoramica completa sui vini DOC e DOCG, la loro composizione, le tipologie e raccoglie recensioni di degustazioni ed elenchi di produttori. Per orientarsi sul nome corretto da utilizzare, però, è bene fare un controllo incrociato con Wikipedia e con i consorzi di tutela della singola etichetta (oppure, banalmente, cercare la medesima in Google immagini). Da tenere presenti anche Tigulliovino (con una sezione sui distillati), Sensonline e Wine Spectator.

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Un pensiero su “Correzione bozze libri di cucina

  1. […] Morale. Temete i testi brevi e giganti che albergano nei volantini pubblicitari, accompagnano le illustrazioni di Babbo Natale sulle tazze e riempiono le terribili infografiche delle riviste. Temete i grafici che li realizzano, soprattutto di venerdì pomeriggio, a dicembre o a luglio. Temete la combinazione ferale fra l’intelligenza umana e l’intelligenza della Suite Adobe. (Già che ci siamo, temete anche la correzione bozze delle ricette.) […]

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