Correttori di bozze freelance: calcolare l’Iva

La situazione dei correttori freelance con partita Iva è in questo frangente in una fase di evoluzione e comporta una serie di cambiamenti (concreti o presunti) difficili da seguire per i non addetti ai lavori. In particolare, molti di coloro che fruiscono del cosiddetto regime dei minimi sono precipitati nel panico nella prospettiva di un passaggio alla partita Iva “normale”; agli altri, il passaggio all’Iva al 21% ha regalato quantomeno qualche difficoltà nel calcolo dei preventivi e delle fatture.

Per un panorama chiaro consigliamo senz’altro a tutti di rivolgersi al proprio commercialista, che ne sa certamente più di noi, chiedendogli magari di preparare un software Excel adatto a impostare con sicurezza le fatture. Nel frattempo, segnaliamo un paio di strumenti molto comodi per aiutare il redattore il cui approccio ai numeri sia reso traumatico dalla formazione umanistica…

Il sito Utifin.com mette infatti a disposizione un tool per il calcolo dell’Iva al 21% (prima funzionava con il 20%, ed era dunque comodo da utilizzare più che altro per scorporare la ritenuta, ma pazienza) e uno altrettanto utile per lo scorporo del 4%, che può essere sfruttato per calcolare la rivalsa Inps. Se, per esempio, avete proposto al cliente un compenso di 100 euro + Iva, al momento di comporre la fattura potrete inserire la cifra “100.00” (i decimali qui vanno indicati con il punto) nel campo relativo al 4%, in modo da scoprire che il vostro compenso si suddivide in 95.15 euro più i 3 euro e 85 di rivalsa. Viceversa, se al cliente (specie se si tratta di un privato, che versa l’Iva subito) avete proposto un totale di 100 euro Iva inclusa, con il primo strumento potrete stabilire che quest’ultima corrisponde a 17 euro e 36.

Quanto al far quadrare i conti alla fine del mese, in bocca al lupo!

 

 

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4 pensieri su “Correttori di bozze freelance: calcolare l’Iva

  1. ciao!
    forse la risposta alla mia domanda c’è già in uno dei vostri blog, ma… come si diventa correttori freelance? voglio dire, come si comincia, cosa bisogna fare, cosa comporta? so che se non si raggiunge un determinato tetto annuale, non serve aprire p.iva… ma quindi nel frattempo, come si lavora se non si ha p.iva? scusate, ma per la materia “economica” sono proprio negata! mi piacerebbe trovare lavoro all’interno di una casa editrice, ma da quel che ho capito è ormai diventato quasi impossibile… ho 27 anni, mi sono laureata nel 2009 quindi secondo la normativa, non posso fare stage o tirocini… quindi sto cercando di capirci qualcosa per quanto riguarda freelance e p.iva (quest’ultima la eviterei volentieri, dato che non avrei comunque la possibilità di aprirla…). chiedo a voi perché sinceramente non so quanto ne sappia il commercialista di correttori di bozze…e quanto riuscirei a capire io!
    grazie mille!
    p.s.: se per caso la risposta alle mie domande c’è già nel vostro sito, mi potete dire dove? grazie!

    • Cara Clara, qualche indicazione puoi trovarla qui https://correttricedibozze.wordpress.com/2010/08/31/redattore-editoriale/, qui https://correttricedibozze.wordpress.com/about/ (nei commenti) o qui https://correttricedibozze.wordpress.com/2008/11/11/master-editoria/.
      Se non hai la partita Iva puoi lavorare facendo la notula, a patto di non superare una certa cifra di guadagno annuale, o utilizzare i contratti a progetto (se il datore di lavoro acconsente); non so bene come funzioni ora con le nuove norme, ma se inizi adesso la tua attività credo tu possa avvalerti di formule di partita Iva che sono sostanzialmente prive di spese fisse (quello che una volta era il regime dei minimi), ed evitare il commercialista affidandoti al servizio gratuito offerto dall’Agenzia delle entrate. Ciò significa che puoi aprire la partita Iva anche se non hai clienti, senza spendere nulla.
      In generale, per cominciare a fare questo mestiere l’iter tipico è: laurea, corso o master con stage finale, gavetta in redazione, infine attività freelance; la parte difficile di tutto ciò è riuscire a fare esperienza sul campo, dato che gli aspiranti correttori sono tantissimi e i posti pochi e spesso mal pagati… ma non è impossibile. In bocca al lupo!

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