Correttori bozze freelance: pro e contro (via Faber blog)

Anche oggi dal Faber blog

Per chi ha l’ufficio ricavato nei locali di casa propria e la partita Iva, come buona parte dei correttori di bozze, prevedere il futuro è molto difficile: non c’è un unico datore di lavoro ma numerosi contatti accumulati nel tempo; i testi da rivedere potrebbero piovere tutti nella stessa settimana senza preavviso oppure, viceversa, lasciare l’orizzonte desolatamente sgombro. Qualche anno di esperienza aiuta a capire gli andamenti della produzione editoriale e dunque a intuire quali saranno i mesi caldi e quelli di stanca, ma non è facile sottrarsi al meccanismo secondo il quale si accetta tutto il carico che arriva quando arriva, paventando le settimane di potenziale inattività.

A questo trend elettrizzante esistono però fortunate eccezioni: le collaborazioni continuative. Conquistare un certo numero di “clienti fissi” permette di accedere al livello superiore del gioco, consentendo una programmazione degli impegni (e dei guadagni) all’interno della quale incastonare poi gli incarichi occasionali. Sia benvenuto l’editore di narrativa che passa due romanzi al mese o, meglio ancora, il periodico che ha bisogno di un editing per tutti i numeri che manda in stampa.

A me e ai colleghi che mi aiutano è capitato più di una volta questo secondo caso, sempre accolto con entusiasmo: appena giunge una proposta del genere io mi lancio sul telefono per organizzare la squadra, stabilire i turni, reclutare le riserve, sincronizzare la versione dei programmi per esser pronta a partire anche l’indomani se fosse necessario. E faccio bene, perché spesso si tratta davvero di cominciare dopo 24 ore!

Adesso su ogni pagina del mio calendario sono annotate le date di chiusura (cioè i giorni in cui si fa tardi – a volte molto, molto tardi – per concludere la lavorazione di un numero) dei due periodici che seguo io e dei settimanali che tengono occupata una parte dei collaboratori: le promesse di consegna di tutto il resto, quando è possibile, vengono fissate nelle caselle libere.

Il rovescio della medaglia è presto detto: se il vantaggio dell’essere freelance sta, in teoria, nel poter organizzare autonomamente il ritmo di lavoro, occuparsi di una pubblicazione che deve uscire in edicola ogni lunedì genera una routine ferrea nella quale l’ipotesi di prendere un giorno libero o una settimana di ferie si fa alquanto pallida: esiste non solo una data, ma addirittura un orario di consegna delle bozze (un piccolo ritardo farebbe inceppare una complessa macchina operativa che coinvolge molte persone con ruoli diversi, generando una catena di guai).

Di giovedì il piano di volo è relativamente tranquillo. Fra un paio d’ore cominceranno ad arrivare i primi file per il prossimo mensile di cucina che dovrò sottoporre all’editing preliminare e quindi restituire per l’impaginazione. Il grosso del numero giungerà domani: se questo raffreddore incipiente si trasforma in influenza sono fritta.


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5 pensieri su “Correttori bozze freelance: pro e contro (via Faber blog)

  1. Mamma mia, che meraviglia, che invidia!
    Il mio sogno sin da quando ero bambino, il mio sogno frustrato e soppresso a viva forza per lasciare spazio a chi altri progetti aveva deciso per me…
    Complimenti per il lavoro che fai, complimenti perché riesci a farlo (anche stoicamente… spero che a questo punto il raffreddore ti sia passato!!).
    Mi sono imbattuto per caso in questo sito, ne farò il mio preferito in assoluto!
    Ciao e buon lavoro.

  2. Ciao. Questo è in assoluto il lavoro che saprei e mi piacerebbe fare. Sono un’insegnante ma ho dovuto fermarmi dal lavoro per gravi motivi famigliari. Mi è capitato spesso di aiutare persone amiche (anche straniere) nella stesura dei loro scritti, sia per la forma che per l’italiano corretto. A volte reimpostando l’intera costruzione della frase per renderla comprensibile, non solo dal punto di vista grammaticale ma anche con riferimento alle argomentazioni che l’autore intendeva esporre.
    Credo di essere davvero portata per questo lavoro ma avrei bisogno di un’occasione buona o di contatti utili per farmi conoscere.
    Il mio c.v. è ricco di esperienze in ambito educativo ma non è specifico per qualificarmi come editor o correggi bozze. Per questa ragione ritengo sia inutile propormi ad una casa editrice, dato che la concorrenza sarà certamente numerosa.
    Sarei infinitamente grata se a qualcuno potesse tornare utile mettermi alla prova per un’ipotesi di futura collaborazione.
    Ringrazio se potete darmi qualche indicazione.
    Un saluto cordiale.
    Gabriella Madau

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