Correzione bozze: il controllo dei nomi

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Alla vostra sinistra, cari correttori di bozze, un “ritaglio” dall’inserto culturale di un noto quotidiano nazionale. Alla vostra destra una voce della (amichevolmente definita) Garzantina della musica. Vi sarete accorti subito di un errore in cui s’imbatte spesso chi fra noi si occupa soprattutto di periodici e di saggistica: un nome sbagliato sfuggito al controllo dell’autore. In questo caso il secondo nome di un compositore viene scambiato per il cognome. Una pecca che al lettore del giornale suonerà imperdonabile tanto quanto a chiunque abbia lavorato all’allestimento dell’opera lirica in questione, e che costerà al caporedattore e a tutta la catena di manodopera intellettuale sotto di lui una sgradevole lavata di capo.
Forse il comunicato stampa di partenza era incompleto, forse il giornalista aveva a disposizione pochissimo tempo e una paga miserella e magari non gli era mai capitato di sentir nominare Gluck. Forse il correttore di bozze, ammesso che ne sia previsto uno, a sua volta non era ferrato in musica classica – non si può né si deve essere esperti di ogni cosa per fare questo mestiere – e non si è accorto della svista. Più probabilmente, il giornale (a suo discapito) non incarica i correttori di verificare sistematicamente i nomi, le date, gli indirizzi, le didascalie (et cetera) ma solo di individuare in fretta, in tempo reale e fuori orario i refusi. Che però in un inserto culturale, composto per un buon 60% da nomi, date, indirizzi e didascalie, si nasconderanno verosimilmente in nomi, date, indirizzi e didascalie…

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4 pensieri su “Correzione bozze: il controllo dei nomi

  1. io faccio questo lavoro da almeno 20 anni, le ore dedicate ai controlli di cui qui si parla (oggi enormemente facilitati dal materiale reperibile in rete) non corrisponde comunque mai ai compensi, ma pazienza, vuoi mettere la soddisfazione di “saper fare bene il tuo lavoro”, soprattutto un lavoro che piace e che gratifica a livello personale. Cosa, che purtroppo, sempre più spesso non viene più considerata “un valore aggiunto” da molti editori. E noi, oscuri redattori/correttori, stiamo rischiando di restare senza lavoro!

  2. […] Antidoti: leggere i titoli ad alta voce. Leggerli al contrario, parola per parola. Leggerli per primi, quando ancora non si conosce il contenuto del testo, e rileggerli per ultimi. Far fare a un altro redattore una seconda lettura solo su titoli, titoletti e didascalie. E, ovviamente, massima attenzione al controllo dei dati! […]

  3. Ti faccio i miei complimenti. La tua chiarezza espositiva e attenzione fanno onore al tuo lavoro e sono utilissime agli aspiranti.

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