Editing: le incongruenze narrative

Se il vostro obiettivo lavorativo era passare dalla correzione delle istruzioni d’uso di una radiosveglia all’editing di un romanzo, e lo avete appena raggiunto, ci saranno diverse operazioni che potrebbero non risultarvi del tutto familiari. Il lavoro del correttore e quello dell’editor, infatti, sono molto diversi benché complementari e in parte paralleli.

Gli aspetti da approfondire su questo tema sarebbero molti. Cominceremo parlando di uno degli elementi su cui concentrarsi nella revisione di un romanzo (le radiosveglie non vi daranno questi problemi): le piccole incongruenze narrative che è necessario imparare a scovare, sviluppando attenzione certosina, sensibilità e memoria d’elefante.

Le più difficili da identificare sono quelle camuffate da dettagli, tipiche dell’esordiente della porta accanto, ma fisiologiche anche per il grande autore: non si può stare attenti a tutto, mentre si immagina e si scrive, per questo esistono gli editor.

Un esempio di pura invenzione. Se Mario descrive Andrea come un amico cui si può raccontare tutto e cui lui stesso confida sovente i propri guai, non si dovrà leggere 20 pagine dopo che, parlando con Andrea, Mario aveva l’impressione di aprirgli il proprio cuore per la prima volta.

Un livello diverso della questione, ma non meno importante, è quello pratico: se l’eroe perde il coltello nella lotta con il cattivo non può aprirsi una scatoletta di tonno con il coltello un’ora dopo, per quanto l’idea paia accattivante (oltre tutto, da quale anno le scatolette di tonno sono munite di linguetta?). E, già che ci siamo, non può nemmeno verosimilmente entrare in un bar a ordinare un whisky, se l’autore lo ha lasciato, al termine della rissa, coperto di sangue: in un mondo dotato di logica il barista chiamerebbe il 112 (o il 911? Attenzione al contesto!). Meglio proporre all’autore almeno di permettere al protagonista di sciacquarsi a una fontanella o coprire la camicia macchiata con la giacca. Un momento, la giacca da dove salta fuori? Ce l’aveva, prima di fare a botte? E via dicendo.

Un problema correlato e abbastanza classico cela la sua insidia, all’inverso, in una sorta di “coerenza superflua” in cui le situazioni simili si somigliano in effetti tutte: l’autore tende a rappresentare più o meno nello stesso modo tutte le scene d’amore (o tutti i dialoghi che precedono i cazzotti, o tutti gli scambi di battute fra colleghi al distretto, eccetera) tanto che il lettore finirà per scambiare nella sua fantasia la mora con la bionda e pensare che il protagonista e lo scrittore di fantasia ne abbiano pochina. Ci è capitato di lavorare su un romanzo surreale in cui di una mora si dicesse che era “stupida come tutte le bionde”. Ma di solito, se succede, è un errore.

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3 pensieri su “Editing: le incongruenze narrative

  1. La coerenza narrativa a mio avviso è uno degli aspetti principali su cui un editor dovrebbe lavorare. Talvolta bastano semplici sviste per far andare in confusione il lettore. Molte incoerenze sono difficili da trovare e solamente frutto di un’attenta lettura. Altre, invece, sono davvero eclatanti, e penalizzano molto il romanzo, seppur magari scritto bene.

  2. L’ha ribloggato su Geeko Editore ha commentato:
    Lo scorso venerdì abbiamo pubblicato, su pagina e gruppo Facebook, una fotografia molto particolare: in essa la nostra Alba, responsabile, fra le altre cose, dell’editing preliminare dei testi, stava leggendo uno dei primi manoscritti che è arrivato alla nostra redazione e che probabilmente vedremo nel nostro catalogo.

    Come abbiamo già detto l’arrivo dei primi manoscritti è stato davvero un momento intenso per la nostra redazione, e anche piacevole, perché per la prima volta il nostro team è arrivato a lavorare sulle opere e questo non può che averci fatto davvero molto piacere. 

    Oggi però spendiamo due paroline su cosa vuol dire “fare editing” di un testo.

    Quella dell’editor è una figura molto particolare e non sempre ben conosciuta.

    Molte persone non esperte si chiedono “qual è la differenza fra editor di un testo e semplice correttore di bozze, che dovrebbe leggere un testo per capire quanti errori di ortografia/sbadataggini faccia un autore?”.

    Ecco, questo interessante articolo di Correttrice di bozze, altro blog della galassia WordPress dedicato al mondo dell’editoria (e in particolare alle professioni destinate alla correzione di un libro prima della sua pubblicazione) ci aiuta, attraverso pochi esempi, a rispondere a questa domanda.

    Bene, prima di lasciarvi questo approfondimento, qualche notizia:

    stiamo visionando le prime bozze del sito, e sono bellissime!
    Come accennato già in passato, la sfida che ci si sta ponendo davanti è rendere “vivo”, “vero”, “tangibile” Geeko, e dargli una struttura chiara.
    Le funzioni che vogliamo dare al sito, abbiamo visto, sono molteplici, e per il momento ci sembra che siano state tutte quante esaudite dalle possibilità della tecnologia.
    Alcuni di noi si stanno veramente sfregando le mani, sia perché l’obiettivo non è mai stato così vicino, sia perché solo ora, finalmente, si riesce a capire tutto il potenziale di un portale del genere:

    le funzioni saranno davvero tante e interessanti, nel portale potremo tanto tirare finalmente fuori dal cassetto quel lungo romanzo che magari non abbiamo ancora avuto modo di pubblicare, tanto intrattenere i nostri amici e contatti attraverso brevi racconti, riflessioni sulla scrittura, persino elementi di intrattenimento quotidiano come piccoli racconti a puntate.

    Non sappiamo voi, ma qui in redazione abbiamo l’acquolina in bocca.

    A presto, e buona lettura dell’articolo di Correttrice di Bozze!

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