Correttore ortografico: come usarlo bene

Il rapporto del correttore di bozze con il controllo ortografico Word e i suoi analoghi è di amore-odio. Più che odiarlo e amarlo, impariamo ad assoggettarlo ai nostri scopi!

Coviamo del legittimo risentimento contro la cosiddetta correzione automatica per tutte le occasioni in cui qualcuno ci ha accusati di chiedere soldi per fare qualcosa che il controllo ortografico di Word avrebbe potuto fare gratis. Superiamo i vecchi rancori e scopriamo come mettere il correttore ortografico italiano (o in altre lingue, se ci occorre) al nostro servizio.

In cosa può aiutarci il Controllo ortografia e grammatica

Lo strumento può supportare il correttore di bozze nel controllo ortografico, nel controllo grammaticale e nel riconoscimento di difformità rispetto a parametri impostati a monte. Infatti il segreto per usare il correttore ortografico grammaticale è dirgli cosa vogliamo davvero che faccia, o usarlo secondo dei criteri elaborati autonomamente.

Se vogliamo dare un’ultima occhiata a una bozza già sottoposta a revisione, per individuare qualche refuso sfuggito, possiamo accontentarci delle classiche sottolineature rosse o eseguire un controllo semplice senza particolari opzioni.

Per una sgrossatura preliminare di un testo pieno di errori grammaticali e di digitazione, specie se abbiamo fretta, possiamo impostare con molta cura e attenzione i parametri del correttore grammaticale e scorrere il testo con il suo aiuto, all’inizio della lavorazione. Occorrerà sempre rileggere chirurgicamente il documento: sappiamo che ogni strumento che sfugga in parte al controllo umano rischia di generare errori che prima non c’erano oltre a risolvere problemi esistenti.

La correzione grammaticale dei verbi non dovrebbe avere segreti per noi, ma capita di avere dubbi o essere così sfiniti dalla stanchezza da confondersi sui pilastri della lingua.

Usare il controllo del testo in Word può consentire di riconoscere delle difformità secondarie rispetto alle norme editoriali (croce e delizia del correttore), sfuggite all’elenco di uniformità specifico che abbiamo impostato per quel singolo lavoro: se durante la correzione, infatti, chiediamo alla macchina di ignorare tutte le occorrenze di “utility” ci salterà all’occhio più facilmente un “utilities”; se ignoriamo tutti gli “AC Roma” forse ci accorgeremo di un “ACI Roma” sfuggito all’occhio.

Non si può fare a meno della componente umana

Il correttore ci è amico soprattutto perché, per quanto abbia impostazioni abbastanza elaborate in questo senso, di fatto non riesce in modo infallibile a sottoporre a un controllo sintassi e stile, a correggere frasi intere insomma, e di certo non può migliorarne in modo significativo il ritmo o l’efficacia. Per questo serviamo noi redattori in carne e ossa.

Controllo ortografico online

Per chi non ama Word, non possiede la licenza o preferisce per qualsiasi altra ragione utilizzare tool differenti, esiste la possibilità del controllo ortografico online. Ne esistono diversi; generalmente nelle versioni gratuite consentono possibilità di utilizzo inferiori rispetto agli strumenti associati ai programmi di videoscrittura. Fra le varie proposte, ci è capitato di testarne una che ci è sembrata interessante (almeno per un uso di supporto al lavoro di editing vero e proprio) perché comprende un’attenzione specifica al controllo della punteggiatura e alla ricerca di ripetizioni e ha una buona scelta di opzioni personalizzabili.

Detto ciò, fino a quando non esisterà l’incantesimo “correggi errori ortografici in modo sensato e senza fare disastri!” il lavoro del redattore rimarrà imprescindibile per dare a un testo non solo correttezza, ma fluidità, logica, concordanza, eleganza, uniformità, incisività…

 

5 pensieri su “Correttore ortografico: come usarlo bene

  1. Per mantenere viva la capacità di apprendimento dell’alunno, attraverso la didattica a distanza, l’insegnante di riferimento gli fornisce le giuste indicazioni, semplificando e riducendo il carico di lavoro, se ritenuto opportuno, al fine di rendere il lavoro adeguato alle sue potenzialità e alle sue esigenze.
    Viene mantenuto un contatto e una relazione con l’alunno e la famiglia, finalizzati ad instaurare un dialogo che possa essere di confronto e di supporto (telefonate, videochiamate, messaggi WhatsApp).

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