Correggere un testo che non capisci

Come possiamo cavarcela se ci capita di correggere un testo del cui argomento sappiamo poco o nulla?

Vorremmo tutti dire che non è professionalmente etico correggere un testo sul cui argomento non abbiamo competenza. Però allora dovremmo dire anche che dividiamo sempre la plastica dalla carta del sacchetto del pane o che nessuno al mondo si mette le dita nel naso ai semafori.

Nella vita reale, a molti di noi redattori deve essere capitato almeno una volta di trovarsi a fare la correzione bozze di un testo del quale, in termini di contenuto, capivano poco o niente: perché “costretti” da un superiore, perché le informazioni iniziali sulla commessa erano incomplete o fuorvianti, per aver sottovalutato il grado di tecnicità dello scritto, perché la rata del mutuo non aspetta e, quindi, per semplice, umana necessità. Come deve essere per tutte le situazioni che non dovrebbero verificarsi eppure si verificano, evitiamo di puntare il dito e concentriamoci sulla soluzione. Ma non dite in giro che ve l’abbiamo suggerita noi.

10 suggerimenti per fare (lo stesso) un buon lavoro

1. Non mentite (non del tutto, almeno)

Se avete per le mani un testo scientifico o tecnico di livello complesso, e non potete fare a meno di occuparvene in prima persona anche se siete laureati in filologia romanza, non fate credere al cliente che sarete in grado di correggere degli errori concettuali: è fondamentale che chi vi commissiona il lavoro sappia con certezza di essere l’unico responsabile della correttezza del contenuto (se firma anche una dichiarazione in proposito, meglio). Promettete solo la correttezza della forma, e cercate di mantenere la promessa al massimo della vostra professionalità.

2. Non fingete di aver capito

Se un periodo vi suona oscuro, è meglio chiedere conferma all’autore con una elegante e vaga formula (del tipo “Si chiede di verificare se la frase esprime correttamente il concetto”) che far credere a voi stessi e agli altri di avere capito, rischiando magari di lasciare intoccato un errore evidente. Dopotutto, se non avete capito, probabilmente è perché non si capisce.

3. Controllate quello che potete

Probabilmente incontrerete vocaboli ed espressioni che non conoscete o di cui non vi è chiaro l’uso. Una verifica su una fonte autorevole, o al più un controllo a campione sul buon vecchio Google (questo è un post per situazioni disperate, non per pratiche ortodosse, lo avrete capito) vi sarà di aiuto per sapere se è proprio così che si dice, se si tratta di un calco malandato dall’inglese, se c’è un modo migliore di dire la stessa cosa o se vale la pena cercarne uno.

4. Sistematicità vs panico

Se pensate di essere già nei guai, andare in panico non vi sarà di alcun aiuto. Siate chirurgici nel cercare di fare al meglio il lavoro anche se è al di sopra delle vostre possibilità. Annotate ogni dubbio e problema che risolverete e cercate (subito o ex post) di applicarlo a tutto il testo: per esempio, se diventate sicuri che una formula chimica si scriva in un dato modo, cercate le altre occorrenze e verificate che non ci siano discrepanze; poi controllate le altre formule per stabilire se ci sono elementi costanti che possono lasciarvi tranquilli (numeri a pedice, spazi prima e dopo i simboli…) in modo da farvi un quadro realistico di cosa possa rappresentare un problema e cosa no. O ancora: se avete scoperto che il nome botanico di un vegetale si esprime preferibilmente in una certa grafia o secondo una nomenclatura più recente, segnalate tutte le grafie devianti rispetto a questa norma proponendo l’uniformazione che vi sembra migliore. Oltre a darvi buone chance di fare davvero un lavoro accurato (e imparare qualcosa di utile), darà anche l’impressione che ne sappiate a sufficienza.

5. Uniformità e controllo interno

All’inverso, per farvi un’idea preliminare della correttezza di un’espressione dubbia verificate se ricorre spesso nel testo, e se compare sempre nello stesso modo: qualche garanzia questo dovrebbe darla (controllate lo stesso su una fonte esterna, non si sa mai).

6. Non dimenticate ciò che sapete 

Non sarete pratici dell’argomento, ma avete una cultura personale, una buona conoscenza della lingua, e l’esperienza nel vostro lavoro editoriale non è in discussione: non dimenticate di usare come al solito le competenze che avete, non tralasciate l’attenzione e i controlli “standard” che applichereste ai testi che per voi non hanno segreti concettuali o lessicali.

7. Usate l’ignoranza a vostro favore

Non sapere quasi niente del tema di cui si parla può avere dei vantaggi: la vostra concentrazione sarà espansa e sarà più facile notare frasi zoppicanti, sciatterie, difformità rispetto alla consuetudine interna. Paradossalmente, gli errori salteranno all’occhio più facilmente. Chi conosce bene un argomento è più portato a “riempire” con la mente i buchi compensando senza rendersene conto refusi e concetti espressi in modo contorto, rispetto a chi deve sforzarsi per comprendere cosa l’autore voglia dire.

8. Prendete tempo

I controlli richiedono tempo: calcolate, se possibile, una gestione più lenta rispetto al vostro ritmo abituale. Adeguare il compenso alle ore extra non sarà facile, dato che state svolgendo un lavoro per il quale, in teoria, dovreste essere più preparati di come in realtà siete. In questo caso, salvare il risultato e la faccia è probabilmente più importante che guadagnare a sufficienza.

9. Fate tesoro dell’esperienza

Questa volta forse sarà dura cavarsela, ma potrete sfruttare la disavventura in vista del futuro: potrebbe rivelarsi infatti utilissimo costruire, sulla base del testo in correzione, un glossario orientativo dell’argomento, salvare i riferimenti bibliografici più rilevanti incontrati nella lettura, tenere traccia delle fonti più autorevoli su cui avete fatto le verifiche necessarie, copiare in un file a parte elementi delicati come formule-modello, tabelle “tipiche” o elenchi utili sul tema. Questo vi trasformerà da incompetenti totali (rispetto a un certo tipo di testi) a redattori con una competenza di base.

10. Allargate la rete

La rete fra colleghi che hanno competenze diverse è una delle cose più belle del lavoro di correttore bozze freelance. Se siete incappati in un argomento difficile da gestire, cogliete l’occasione per cercare (su Linkedin, con il passaparola…) colleghi più navigati che potranno, un giorno, sostituirvi, affiancarvi o offrirvi una consulenza se vi troverete in difficoltà, o semplicemente davanti a un’opportunità nuova.

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