Editing: la voce dell’autore

Diventare editor di narrativa e lavorare con un autore famoso, dallo stile inconfondibile, è un privilegio di pochissimi e richiede grande esperienza, sensibilità e… fortuna. Ciò non significa però, naturalmente, che tutti gli “altri” editor e correttori di bozze possano permettersi uno stile di correzione standardizzato, uniforme, uguale per tutti gli autori e tutti i testi.

Accantoniamo per un momento il mondo della narrativa “alta”, che ha regole sue proprie. Chi di noi si occupa di saggistica e varia incontra un certo numero di lavori che presentano uno stile non particolarmente caratterizzato, affrontabile con la quota abituale di buon senso e norme editoriali, e un numero meno ampio di opere il cui autore si esprime in modo particolare.

In questi ultimi casi l’equilibrio fra correttezza, leggibilità, coerenza e aderenza alle intenzioni dell’autore è estremamente delicato, indipendentemente dal tipo di contenuto espresso. Se l’indole di chi scrive, in più, è poco elastica ogni intervento potrebbe essere percepito come una critica o un’invasione di campo, e non c’è incubo peggiore per il redattore di un saggista permaloso che si metta di traverso sui binari della revisione.

Lo strumento più utile per gestire tale genere di situazioni è la capacità di fare proprio il linguaggio dell’autore, resistendo alla tentazione di modificare il testo per avvicinarlo al proprio stile spontaneo, al proprio gusto, a ciò che ci sembra “ragionevole” o fruibile. È nel momento in cui serve essere invisibili che si rivela il buon editor (e, a maggior ragione, il buon ghostwriter)!

Mimare in modo efficace e migliorativo l’andamento tipico delle frasi di un docente universitario estroso, di uno spumeggiante guru del marketing, di un divulgatore o un giornalista sportivo non è facile; per fortuna in questa cosiddetta “era Internet” ci viene in aiuto una risorsa formidabile: la voce. Guardare su YouTube le registrazioni di interviste, conferenze e videopillole, ascoltare podcast, leggere trascrizioni di discorsi pronunciati davanti a una platea aiuta moltissimo a fare entrare nella propria testa la voce autentica di un autore, comprendere la cadenza e il ritmo con cui le frasi si formano nella sua penna, “fraternizzare” con la sua intenzione comunicativa e allearsi con essa, creando una ideale relazione prima di tutto umana.

Spendere qualche ora immersi nel suo mondo espressivo costituirà quindi un investimento proficuo in vista del risultato finale: un lavoro ben fatto, un autore contento, un editore che ti paga volentieri.

 

 

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