Correzione bozze enigmistica

Ecco un settore particolare del lavoro in editoria: la correzione bozze delle riviste o delle pagine di enigmistica e giochi su carta per bambini e per adulti.

L’enigmistica è una delle poche aree dell’editoria che ci immaginiamo ancora come qualcosa di cartaceo. Nonostante esistano ormai sconfinati mondi per il gioco elettronico, la rivista da portare in spiaggia e infilare nella tasca dell’ombrellone resiste e forse resisterà sempre. Chi fa il mestiere di correttore bozze però guarda questo genere di pubblicazioni con un certo brivido, perché (come per i ricettari) si tratta di testi che non ammettono errori di redazione.

20190708_165247.jpgSe c’è uno sbaglio nelle definizioni del cruciverba o in un rebus, evidentemente non sarà possibile risolverlo: non si tratta qui solo di un problema estetico, ma di rendere utilizzabile o meno un’attività per la quale il lettore ha pagato e speso parte del suo tempo. Immaginate zia Teresa in villeggiatura a Cesenatico che non riesce a finire le parole crociate. Avete già lo stomaco stretto, vero? Speriamo di darvi una mano suggerendo un metodo efficace per scongiurare sviste pericolose.

Per lavorare a un testo di enigmistica i livelli da considerare sono tre.

  1. La prima lettura deve concentrarsi sui refusi e gli errori formali di varia natura. Durante questa fase, è comodo sottolineare (sulla carta o su file, ma per questa tipologia di testi spesso si preferisce ancora stampare) tutti i dati che andranno poi controllati: date, nomi, informazioni storiche o geografiche…
  2. Nella seconda fase, si procede a verificare la correttezza delle informazioni che abbiamo evidenziato, e di tutto ciò che ci possa sembrare “sospetto” (grafie particolari, traslitterazioni, episodi storici e curiosità che hanno l’aria di non esser stati riportati in modo esatto…).
  3. La terza fase è la più delicata: soluzioni alla mano, si verifica passo passo che ogni elemento del gioco corrisponda alla sua soluzione.

Se si lavora su carta è pratico riportare la soluzione direttamente nel testo, dove è sensato farlo, per esempio compilando i cruciverba o cancellando le lettere “usate” mentre si risolvono crittografie, anagrammi e simili. Oltre a garantire un lavoro accurato, ciò può essere richiesto dal committente proprio per avere la certezza che il redattore abbia effettivamente verificato ogni parola (o numero) del gioco in questione.

Infine, si fa un controllo generale dell’impaginato (testatine, numeri di pagina, allineamenti).

Se ci è affidata anche la seconda bozza, il passo preliminare è accertarsi che le correzioni apposte alla prima bozza siano state inserite e gli eventuali dubbi o discrepanze risolti. A questo punto… si ricomincia tutto daccapo. Non ci si può fidare di un solo controllo su una pubblicazione così insidiosa, quindi è necessario riprendere il giro dal principio e, oltre alla rilettura per refusi, ripetere la verifica dei dati e il riscontro delle soluzioni. Altrimenti poi chi la sente, zia Teresa?

 

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