Il fascino del lavoro di correzione bozze

Molti aspiranti redattori immaginano il lavoro di correttore bozze come qualcosa di molto romantico: libri stimolanti, autori affezionati, gatto, cioccolata calda e candela sulla scrivania. Spesso la realtà smentisce questa aura poetica.

La verità è che questo mestiere non va immaginato diverso: può essere amato così com’è, con le sue consegne all’ultimo secondo, con le istruzioni delle radiosveglie e gli annunci immobiliari da correggere, con i saggisti superficiali e i romanzieri antipatici. Se non ti piace l’idea di rileggere la guida turistica del Molise, allora forse la tua strada non è diventare un correttore di bozze, si potrebbe dire.

Qualche volta noi redattori abbiamo dei momenti di cedimento: le tasse, la fretta, l’impossibilità di lavorare come vorremmo. Il desiderio della tredicesima e delle ferie pagate. Tuttavia, in questo post non vogliamo dare consigli di sopravvivenza ma concederci di celebrare le cose belle del lavoro in editoria.

È bello…

…quando un libro sembrava irrecuperabile, inaffrontabile, ma siccome non puoi sottrarti inizi a lavorarci, controvoglia, dicendo parolacce. E poi, buccia dopo buccia, ti rendi conto che pian piano tutti i tasselli vanno a posto, anzi, erano già a posto, solo che prima non si capiva. E sei tu che stai restituendo al libro quello che già aveva.

…quando ti accorgi di un problema prima che diventi grande come una valanga di neve, salvando la settimana a tutti i colleghi che sarebbero intervenuti dopo di te.

…quando fai rete, e se sei malato, sei triste o sei nei guai sai di poter contare su colleghi affidabili che potranno sostituirti.

…quando, grazie alla revisione poco appassionante che stai facendo, ci sarà un bambino delle elementari che si sforzerà di leggere l’etichetta appiccicata sul forno e la troverà corretta, anziché simile a quella in foto.20191213_103052.jpg

…quando un autore ti ringrazia perché sei riuscito a capire di quale intervento aveva bisogno.

…quando una casa editrice non a pagamento pubblica un esordiente che avevi seguito.

…quando tuo padre compra un libro e trova il tuo nome nel colophon.

…quando correggi un saggio di pedagogia che insegna un metodo per gestire il senso del tempo, e parecchi anni dopo trovi quel sistema applicato nella classe di tuo figlio.

…quando aver consegnato due giorni in anticipo diventa tremendamente importante, perché scopri che l’autore aveva poche settimane di vita e le sue fiabe erano ciò che voleva regalare al suo bambino prima di salutarlo.

 

Forse non facciamo un lavoro indispensabile, ma spesso facciamo un lavoro prezioso. Buon Natale e buon anno nuovo, cari correttori di bozze!

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