Correzione bozze: tabelle e grafici

Nella correzione di bozze di saggi, articoli, report e documenti tecnici si trovano spesso tabelle e grafici. Questi elementi richiedono attenzioni particolari.

Probabilmente la più importante fra le regole del lavoro editoriale è quella per cui tutto ciò che sta sulla pagina è di competenza del correttore bozze: il testo, ma anche la posizione del testo nello spazio, gli elementi grafici, le foto e le illustrazioni.

Quando abbiamo a che fare con tabelle e grafici, dunque, non potremo limitarci a “leggere le parole”, ma dovremo verificare un discreto numero di altre cose. Proviamo a elencare le più tipiche, e contiamo sui colleghi lettori per integrare la lista.

Le condizioni di base: coerenza e uniformità

Premessa importante: quando ci troviamo a lavorare su una bozza in Word con delle tabelle inserite dall’autore, dobbiamo prepararle perché chi impagina sappia con certezza come riprodurle. Possono capitarci due diverse situazioni.

A) Tabella creata in Word, con il testo digitato all’interno

In questo caso sarà necessario applicare direttamente al testo le norme editoriali e uniformare le tabelle fra loro in modo che si presentino secondo una forma, ma anche una logica, coerente. Per esempio, immaginiamo di incontrare nello stesso capitolo due tabelle che riportino delle risposte a un sondaggio, espresse così:

Schermata 2020-01-27 alle 16.34.31

Molte cose appaiono disomogenee e devono essere risolte: lo stesso tipo di dati viene rappresentato in due o in tre colonne, con una formula differente (, corsivo e minuscolo, vs Favorevole, tondo, Alto/basso; numero con segno di percentuale vs senza; Risposta vs Risposte); inoltre l’intestazione è stilisticamente difforme (e, fra l’altro, ripetitiva rispetto al contenuto e carente di informazioni necessarie). Una volta impaginate, queste differenze e sciatterie squilleranno orribilmente. Naturalmente, le scelte per l’uniformazione dovranno essere dettate dal buon senso e dalle norme redazionali dell’editore, quando esistono. Un possibile esempio di buona soluzione potrebbe essere quello che segue:

Schermata 2020-01-27 alle 17.28.33

Attenzione a una insidiosa sottocategoria di tabella approssimativa: quella fantasma. Succede quando parte dei dati di un capitolo sono raccolti sotto forma di schema, e altri di natura simile sono espressi come punti di un elenco o semplice testo discorsivo. In accordo con l’autore, potrebbe essere preferibile trasformare il tutto in una ulteriore tabella, come nell’esempio [abbiamo mascherato parte del testo].

Prima:

Schermata 2020-01-28 alle 10.21.11

Dopo:

Schermata 2020-01-28 alle 10.23.00

B) Tabella in formato immagine

Spesso l’autore copia e incolla dalla fonte una tabella già pronta, sotto forma di screenshot o di immagine non modificabile. Sarà allora indispensabile preparare una nuova tabella in Word, e digitarvi correttamente il testo, applicando tutti gli interventi formali necessari. Sì, è un lavoro fastidiosissimo e no, non deve farlo l’impaginatore, ma noi. Se si tratta di un grafico, digiteremo le parti di testo in calce all’immagine. Non cancelleremo dalla bozza la figura originale: può servire per orientarsi in caso di dubbi. Se stiamo lavorando su Pdf o su Incopy, ci toccherà spiegare il da farsi con una nota o un allegato di testo.

Cosa controllare quando si correggono tabelle e grafici

Proviamo a individuare ora gli elementi che richiedono più frequentemente una verifica.

  1. Uniformità. La tabella risponde in ogni sua parte agli stessi criteri applicati al testo, salvo casi particolari dettati dal buon senso o da esigenze specifiche del volume: maiuscole, corsivi…Schermata 2019-06-17 alle 18.44.13
  2. Numerazione. Secondo lo stile della collana, le tabelle (e i grafici, e le figure…) devono essere numerate? Se sì, la numerazione segue una sequenza corretta? Se tabelle, grafici e fotografie devono rispondere a una numerazione differente (tab. 1, fig. 1…), bisogna controllare le diverse sequenze una per una. Possiamo aiutarci con qualche trucco descritto qui.
  3. Posizione. La tabella si trova in un punto corretto rispetto al testo che ne parla? Per esempio: dopo il riferimento interno “(si veda la tabella 1.2)”; dopo le parole “come vedremo nella tabella 1.2” o prima di “la tabella qui sopra” (se le norme richiedono che le tabelle si trovino dopo la loro menzione nel testo, “qui sopra” è incoerente e andrà trasformato es. in “1.2”, e anticipato rispetto alla posizione della tabella).
  4. Intestazione. Se è previsto che ogni tabella o grafico debba avere un’intestazione (cioè un “titolo”), questo deve avere la forma stilistica corretta (corsivi, trattini, punto finale…). Un problema tipico (come nell’esempio) è quando la tabella contiene già una sorta di “titolo” nella prima casella o in testa all’immagine del grafico, che si ripete identico o simile nell’intestazione: uno dei due elementi va eliminato o modificato.
    Schermata 2020-01-28 alle 11.03.21
  5. Fonte. Può essere necessario indicare la fonte da cui la tabella (o l’insieme di dati che contiene) è tratta: questo riferimento deve essere stilisticamente omogeneo per tutte le tabelle/grafici, e dove non è presente è meglio segnalarlo. Se l’indicazione della fonte contiene un riferimento bibliografico, il titolo dovrà probabilmente essere aggiunto in bibliografia e trasformato in riferimento “breve” (all’americana), o spostato in nota, secondo le norme usate. Spesso la fonte dei dati compare già nell’immagine che l’autore ha incollato: meglio segnalare all’impaginatore di non replicarla, mantenendo l’indicazione della fonte soltanto come didascalia o nota ma non dentro alla figura.
    Schermata 2020-01-28 alle 09.54.06
  6. Riferimento interno. Se sono previsti dei riferimenti interni sparsi nel testo come “(tab. 1.2)”, ogni tabella deve avere il proprio, nel corretto ordine, nella corretta forma (per esempio, “tab.” e non “Tab.” né “tabella”). Se manca, va aggiunto o richiesto all’autore.
  7. Coerenza interna. Come detto sopra, le tabelle devono essere omogenee fra loro ma anche al loro interno: occorre evitare incongruenze di qualsiasi tipo, dagli elementi mancanti nella legenda rispetto al grafico (come nell’esempio seguente) a discrepanze nella terminologia usata, nella grafia dei nomi… Schermata 2020-01-28 alle 12.37.02Attenzione anche a verificare la coerenza della parte grafica con i dati: per esempio, in un grafico a torta le “fette” devono essere proporzionate rispetto alle percentuali che rappresentano; in uno a colonne, la colonna più alta deve corrispondere davvero alla cifra maggiore e rapportarsi correttamente alla scala indicata. Non è così scontato: nei vari passaggi di bozze, le cifre potrebbero essere state modificate ex post senza che sia stato adattato il disegno.
    Infine: in una tabella o grafico che abbia delle percentuali, bisogna rassegnarsi a verificare sempre che la somma dia veramente 100.
  8. Coerenza rispetto al testo. Nel testo sono indicati dati, cifre, nomi, concetti che discordano da quelli indicati nella tabella? In questo caso occorre chiedere spiegazioni all’autore.Schermata 2020-01-27 alle 18.27.41
    Schermata 2020-01-27 alle 18.28.59
  9. Cifre. I numeri in ascissa e ordinata sono corretti, leggibili, stilisticamente uniformi, coerenti con la grafica? Il formato in cui sono espresse le cifre è coerente sempre (es. sempre con puntino a separare le migliaia o sempre senza)? Schermata 2020-01-05 alle 16.21.27
    Attenzione ai decimali indicati talvolta con il punto, come usa nei contesti anglosassoni, talvolta con le virgole. Attenzione al formato delle date (es. 23/6/1978 o 23/06/1978, 2019-2020 o 2019-20).
  10. Lingua. Può capitare di trovare tabelle in lingua inglese, che presumibilmente dovranno essere tradotte. Ma è facile anche trovarne che hanno il testo in italiano, ma elementi lasciati in lingua originale, come le date, la legenda o le cifre nel formato anglosassone. Meglio verificare quali siano in questo caso le scelte preferite dall’editore.
    Schermata 2020-01-28 alle 10.02.55
  11. Schermata 2019-06-15 alle 10.49.23Filetti, sfondi, colori. Spesso correggendo su Pdf si hanno alterazioni della visualizzazione che fanno apparire sfasati, per spessore e posizione, i filetti delle tabelle impaginate, gli sfondi o le parti colorate di un disegno. Se “ingrandendo” la pagina il problema persiste, allora forse qualcosa non va nelle misure impostate dall’impaginatore. Questo tipo di problema può essere particolarmente insidioso per le infografiche complesse, dove perdere il controllo su piccoli elementi grafici è più facile.

 

Speriamo di esservi di aiuto con queste indicazioni di massima e vi invitiamo a ricordarci nei commenti altre cose a cui fare attenzione, o insidie che avete incontrato e sconfitto.

 

 

 

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