Correzione bozze con la sintesi vocale

Si possono correggere le bozze senza usare gli occhi? Qualche volta sì: la lettura tramite sintesi vocale è uno strumento in certi casi utile e ingiustamente trascurato.

Molti redattori sono soliti leggere a voce alta un testo o sue parti significative per verificarne l’andamento e l’efficacia, soprattutto se si tratta di contenuti di natura promozionale, brani di narrativa o testi che, alla loro radice, hanno una componente “orale” (come presentazioni, discorsi, contributi del direttore, lettere aperte…).

Questo stesso concetto può essere applicato in modo passivo utilizzando un tool per la lettura artificiale, una voce sintetica, insomma, che scandisca le parole permettendoci di ascoltarle.

A cosa serve?

Ognuno può trovarne l’uso prediletto; tanto per cominciare, se un vocabolo contiene un refuso non individuabile con i controlli automatici (es. “tornarono a cava“) la voce sintetica lo pronuncerà, rendendolo evidente: questo può essere di aiuto quando siamo all’ennesima rilettura di un testo che ormai conosciamo praticamente a memoria.

In secondo luogo, la voce non è “intelligente”, quindi non cercherà di compensare una mancanza nel testo come il nostro cervello farebbe. Talvolta ascoltare un robot leggere un testo umano è pratico per individuarvi punti zoppicanti o oscuri, parole saltate (i cosiddetti “pesci“) o una punteggiatura impropria.

Se impostata sulla lingua italiana, la voce automatica leggerà nomi propri e termini stranieri con un comico mix fra il navigatore di vecchia generazione e l’anziana zia. L’effetto sarà, per il redattore, di prestare istintivamente più attenzione a come essi sono scritti, scongiurando il rischio di “saltare” istintivamente parole in altre lingue dando per buona la grafia.

Quando il correttore di bozze è molto stanco, con il mal di testa e gli occhi che bruciano, chiudere le palpebre per qualche minuto e ascoltare il computer che legge le bozze è un modo interessante per lavorare riposando l’organo con cui si lavora. Modificare il canale attraverso cui il cervello riceve i dati ai quali deve applicare il proprio controllo può essere incredibilmente efficace, ogni tanto.

Si tratta, naturalmente, di uno strumento che ha dei limiti e che come tale deve essere inteso; alla stregua del correttore ortografico, anche la sintesi vocale deve essere considerata un utensile che la sensibilità e creatività umana devono piegare al proprio servizio, e non come un sostituto della propria competenza.

Se volete provare, ci sono molti sintetizzatori vocali gratuiti e uno è già incluso nel buon vecchio Word, sotto il comando “leggi“. Mentre lo strumento pronuncia le parole, queste vengono evidenziate progressivamente nel file, rendendo possibile seguire e ritrovare il punto in cui ci si trova. Persino se siete in piazza ics ics i vi maggio.

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