Correzione bozze: i controlli finali

Hai finito di rileggere la tua bozza e stai per consegnarla. C’è qualcosa da fare prima di cliccare su “invio”? Noi usiamo il grande Elenco dei controlli finali: ok, non è un nome molto epico, ma è lo stesso indispensabile.

Leggere il testo e segnalare errori e refusi è il cuore del lavoro di correzione bozze, ma non è sufficiente. La lettura continua capitolo dopo capitolo è infatti efficace per individuare, appunto, errori da correggere ma non permette di concentrarsi su singoli aspetti che vanno osservati uno per volta e ciascuno nel suo insieme.

Proviamo a raccogliere qui una serie di controlli tipici da eseguire prima di dichiarare chiusa la bozza, consci che l’elenco potrebbe non essere completo né applicabile a qualsiasi tipo di pubblicazione. Una ottima abitudine del bravo redattore è costruire un elenco personalizzato dei controlli finali e spuntarlo via via che li esegue, per ogni bozza della sua vita professionale.

In tutte le bozze, in Word o impaginate

  • La base: cercate doppi spazi, d eufoniche, spazi che precedono la punteggiatura, punteggiatura dentro/fuori dalle virgolette, apici delle note prima/dopo la punteggiatura, apostrofi e virgolette a bastone anziché graziate.
  • Uniformità, più ampiamente: sono importantissime, ma non pretendete di “beccare” tutte le difformità soltanto leggendo. A lettura conclusa, ripercorrete ogni file con la funzione di ricerca automatica per ciascuna uniformità editoriale generale, e per ciascuna di quelle che avete applicato al testo in particolare. Potrebbe essere un elenco molto lungo, ma è davvero fondamentale: se siete alle prime armi potete prendere ispirazione da qui. Se siete già ossessivi ma volete migliorare la vostra precisione nell’uso del Trova/Sostituisci potete provare questi trucchi.
  • Fra le uniformità, in particolare le cifre sono nel formato corretto? Sì, dovete cercare tutte le cifre, è orribile. Ma è più veloce di come sembra. Cercate anche tutti i “mila” e verificate che corrispondano alle norme. A seconda di ciò che vi serve, aiutatevi con combinazioni maniacali come cercare tutti i ,0 ,1 ,2… ,9. o tutti i .0 .1 .2… .9.
  • Rileggete in sequenza titoli e sottotitoli, intestazione delle tabelle e magari anche didascalie. Riveleranno magagne inattese, fidatevi. Controllate se, per esempio, tutti i titoli sono senza punto finale, tutti i sommari invece ce l’hanno, tutti i numeri che precedono il paragrafo sono seguiti da punto, verificate che gli stili corrispondano alla gerarchia (titolo, paragrafo, sotto paragrafo…), che le maiuscole siano uniformi.
  • Verificate la correttezza dell’indice.
  • Controllate la numerazione progressiva di capitoli, tabelle, grafici, note e via dicendo. Una sequenza per volta, non barate.
  • Tabelle e grafici: i controlli possibili sono numerosi, potete trovare un elenco qui.
  • Note: oltre alla sequenza, verificate che il numero a esponente nel testo segua le norme (senza spazio o con, prima o dopo la punteggiatura).
  • Controllate gli elenchi: hanno tutti il trattino, il pallino, il numero o quello che devono? Hanno tutti (poniamo) il punto e virgola alla fine delle frasi e il punto alla fine dell’elenco? Rientri e interlinee sono uniformi?
  • Controllate che tutto ciò che deve essere in ordine alfabetico lo sia davvero.
  • Riferimenti interni: mentre leggete, verificate la corrispondenza dei vari riferimenti interni. Ma alla fine ricontrollateli di nuovo, ritrovandone tutte le occorrenze (per esempio cercando tutti i “si veda”, “allegato”, “appendice”, o tutte le parentesi in cui potrebbe nascondersi un riferimento, o con i metodi più creativi che avrete sperimentato). In particolare per i riferimenti bibliografici: verificate che l’anno indicato nei riferimenti all’americana corrisponda e non sia equivocabile (se ci sono due Smith 2000 in bibliografia, occorrerà indicare 2000a e 2000b). Già che ci siete, controllate che i riferimenti all’americana siano coerenti con le norme (solo cognome o anche nome, virgola sì o no prima dell’anno, virgola oppure “e” fra due autori, virgola o punto e virgola fra pubblicazioni diverse, uso di “et al.”, “idem” e compagnia…).
  • Controllate tutti i corsivi: lo stile è usato correttamente? La punteggiatura che segue il corsivo è nello stile giusto, secondo le norme? E i grassetti?
  • Bibliografia, croce e delizia. Oltre a rileggerla occorrerà controllare molti elementi che suggeriamo di analizzare uno per uno, per esempio: che ogni iniziale degli autori abbia o no il punto; che gli unici o ultimi due autori di un testo siano separati da e o da virgola; che “a cura di” sia messo prima o dopo l’anno, dentro o fuori dalla eventuale parentesi, in italiano o in inglese; che i contributi in un volume siano indicati con “. In” o “. In:”; che il luogo di edizione preceda/segua il nome dell’editore, e separato da quale punteggiatura; che i sottotitoli siano preceduti da due punti o altro; che l’ordine alfabetico e cronologico risponda alle norme. Alcuni consigli per uniformare le bibliografie qui.
  • Controllo ortografico automatico: se usato bene (vedere qui) può essere di aiuto per una verifica finale in tutti gli stadi della produzione editoriale.

Sulla bozza impaginata

  • Indice: i titoli, gli occhielli e i numeri di pagina indicati in indice corrispondono all’interno del testo?
  • Numeri di pagina: sono corretti, e sono invisibili nelle pagine bianche o contenenti foto a tutta pagina?
  • Testatine: sono corrette, corrispondono esattamente al titolo del libro o capitolo e all’indice? Sono invisibili nelle pagine bianche e nella prima pagina di ogni capitolo?
  • Allineamenti: le colonne di testo sono all’altezza giusta, reciprocamente uniforme, in ogni coppia di pagine? Ci sono pagine “zoppe“?
  • Rientri e interlinee: se il testo è impostato con i rientri, essi sono tutti presenti dove serve? Le eventuali interlinee prima e dopo citazioni, tabelle, immagini hanno un’altezza uniforme?
  • Distribuzione del testo: ci sono righe eccessivamente “strette” o “larghe”? Ci sono righe troppo corte? Ci sono righe corte a inizio di pagina?
  • Elementi grafici (icone, elementi a colori, filetti, sfondi…): sono coerenti?
  • Controllo campione: leggendo qua e là a caso, trovate refusi? Avete tempo di rimediare? Nella peggiore delle ipotesi, usate il trucco del panino.

In seconda e terza bozza

  • I preliminari. Prima di cominciare, avete verificato che la cosiddetta “collazione” sia stata fatta? Se voi o (a maggior ragione) qualcun altro ha inserito nell’impaginato le correzioni vostre, dell’autore e/o di un altro redattore, è fondamentale controllare che siano state apportate tutte e senza errori, contraddizioni o pesci: è facile che si creino dei “refusi di seconda mano”, in questo passaggio (ne parleremo in un altro post). Questa operazione dovrebbe essere fatta prima di iniziare a rileggere, ma se ciò non è stato possibile quello che serve ora è fare mente locale sul fatto che tutte le fonti di correzioni dalla bozza precedente siano confluite correttamente nella successiva.
  • Rastrellare le comunicazioni relative alla bozza. C’erano modifiche da integrare indicate in vecchie e-mail, file sparsi, note a penna su tovaglioli di carta accanto al telefono?
  • Pettinare la bozza precedente. C’erano dubbi per la redazione e/o per l’autore nella bozza precedente? Sono stati risolti e integrati? In caso contrario, sono stati ripetuti molto chiaramente nella bozza da consegnare? (In ciò è essenziale concordare un unico e condiviso modo per segnalare i dubbi: commento, appunto in file a parte, nota via email, testo in rosso…)
  • Pagine sensibili. Il frontespizio corrisponde alla copertina e alla testatina principale? Le notizie sull’autore sono coerenti?
  • Pagine fisse come presentazione della collana, pagine pubblicitarie, code di varia natura sono presenti e sono correttamente calcolate nella sequenza dei numeri di pagina?
  • Manca qualcosa? Ci sono, per esempio, foto provvisorie, box vuoti o riempiti con il lorem ipsum?

Saremo lieti di integrare l’elenco con i vostri suggerimenti, se vi va di indicarcene qualcuno nei commenti.

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