Correzione bozze: quando fermarsi

Sapere quando fermarsi durante una correzione di bozze o un editing non è facile. Ecco qualche considerazione per lavorare meglio.

Con questo post rispondiamo a una domanda che ci è stata posta da una correttrice di bozze alle prime esperienze: fino a che punto è opportuno intervenire sul testo, quando e quanto è considerato adeguato modificare un contenuto e quando, invece, arriva il momento di alzare la penna e lasciare il testo com’è?

Proviamo a riflettere sull’argomento per dare risposta a questo interrogativo più che legittimo.

Ci sono alcuni fattori da considerare.

Come scegliere quanto intervenire sul testo

Un primo parametro da considerare è il margine di libertà di cui disponiamo. Se abbiamo ricevuto delle indicazioni precise su questo aspetto, saremo certamente facilitati. Se così non fosse, possiamo basarci sul buon senso e considerare in primis che una correzione di bozze è diversa da un editing, richiede un tempo diverso e un compenso diverso (e, generalmente, un diverso grado di esperienza).

In forma molto semplificata potremmo dire che i parametri di riferimento essenziali sono, grossomodo, i seguenti.

Correzione bozze = risolvere gli errori

L’editing è già stato fatto, per i testi che lo richiedono, o non verrà fatto del tutto per testi che non necessitano di questo tipo di attenzione.

Cosa è indispensabile in una correzione di bozze: ricerca di refusi, errori di punteggiatura, grammatica, sintassi; verifica dell’uniformità generale; verifica dell’impaginato o preparazione del testo per l’impaginazione, se questa ci sarà.

Cosa è consigliato: ricerca di ripetizioni evidenti; controllo dei dati più delicati come grafie di nomi, titoli, date, indirizzi, parole straniere; segnalazione di dati marcatamente discordanti (es. grafico che riporta cifre diverse rispetto al corpo del testo).

Editing = migliorare il testo senza tradirne lo stile

Anche l’editor corregge gli errori, ma il suo lavoro si concentra più su aspetti che stanno a monte del refuso. Se necessario, l’editor modifica anche marcatamente le frasi, riscrive parti, esegue tagli. Ecco alcuni esempi di elementi da considerare in un editing.

Come si edita la narrativa: coerenza della trama e delle informazioni; problemi di sintassi; ripetizioni, frasi involute o oscure; efficacia dei dialoghi e dei pensati; uniformazione dello stile; tagli di parti prolisse, in accordo con l’autore.

Come si edita la saggistica/varia: (anche) coerenza della struttura, efficacia della suddivisione in capitoli e paragrafi; organizzazione e completezza delle informazioni e degli strumenti forniti al lettore.

Darsi delle priorità nella revisione del testo

Poniamo che ci sia stata affidata la correzione di una prima bozza in Word. La linea fra correzione e editing è, in questa fase, spesso molto sottile e regolarsi è oggettivamente complicato. Poniamoci allora alcune priorità, in ordine di importanza:

  1. Il testo deve risultare leggibile e fruibile dal destinatario
  2. Il testo non deve contenere errori, per quanto possibile
  3. Il testo deve essere uniforme e completo
  4. Il testo deve essere efficace e gradevole.

In altre parole, se stiamo eseguendo una correzione su prima bozza ma non un editing, il testo non deve essere riscritto per attribuirgli una veste stilistica più efficace, ma solo rivisto e “ripulito” perché possa dirsi impeccabile sul piano formale.

Un esempio

Capita molto di frequente una situazione: incominciamo a leggere un testo, ci sembra scritto malissimo, ci sembra di non capire nulla. Il primo capitolo diventa un cimitero di correzioni e rifacimenti, stiamo per scrivere al committente per segnalare che il contenuto è in pessime condizioni e che occorre ripensare l’intero intervento.

Poi si accende un interruttore. Entriamo nel linguaggio dell’autore, nel suo lessico, nel suo modo di scrivere e di ragionare. Non ci sembra più così male, anzi, comprendiamo il perché di alcune scelte lessicali e sintattiche che sul lungo termine risultano coerenti. A quel punto riusciamo a capire dove intervenire e dove tirarci indietro, e iniziamo a collaborare realmente con l’autore.

Il tipo di testo

Data l’incredibile possibilità di testi diversi che possiamo trovarci davanti non è realistico pensare di stilare una casistica esaustiva, ma capire la natura e lo scopo di un contenuto ci aiuta certamente a decidere quanto modificarlo, in assenza di indicazioni precise.

In questo caso, le priorità possono mutare di posto, per esempio:

Romanzo: coerenza della trama, efficacia stilistica, lessico e stile, assenza di ripetizioni, assenza di refusi.

Saggio: esattezza dei dati, coerenza della struttura, chiarezza espositiva, completezza dei riferimenti, uniformità generale, lessico e stile, assenza di refusi.

Manuale tecnico, tesi di laurea: esattezza dei dati, coerenza della struttura, chiarezza espositiva, uniformità generale, assenza di refusi.

Rivista: assenza di refusi nei titoli, coerenza delle immagini, correttezza dei crediti e degli indirizzi, efficacia grafica, uniformità generale rispetto agli altri numeri.

Potremmo proseguire all’infinito, consapevoli che elenchi del genere possono solo contribuire a fornire un’idea generale della questione.

Il tipo di cliente

Un editore, uno studio editoriale, un’agenzia letteraria sono committenti che conoscono profondamente il lavoro editoriale e sono, tendenzialmente, in grado e fortemente interessati a fornirci tutte le indicazioni utili a dosare il nostro intervento sul testo.

Un’agenzia di comunicazione potrebbe avere l’occhio più sul fattore stilistico e comunicativo, lasciando a noi la parte più strettamente legata al concetto di errore.

Il cliente privato (scrittore, giornalista, azienda, ente) può rappresentare un potenziale problema nella gestione del livello di intervento: a seconda del temperamento, della fama, dell’abitudine ad appoggiarsi a un correttore il committente indipendente potrebbe aspettarsi una quantità di correzioni molto variabile. In questo caso è fortemente consigliato discutere nel dettaglio la questione e inviare alcune cartelle di prova, prima di confermare il prezzo e il desiderio di svolgere l’incarico.

La fase di lavorazione

Questo è probabilmente il discrimine più utile da conoscere.

Ci sono contenuti che verranno sottoposti a una sola lettura, dei quali quasi non conosciamo la genesi e di cui noi non sapremo più niente dopo la consegna: in questo caso, possiamo avvalerci dei parametri elencati finora.

Nella maggioranza dei casi, tuttavia, avremo a che fare con testi che sono sottoposti a un iter di lavorazione complesso, rappresentato nell’infografica che segue. Ora, la profondità dell’intervento deve necessariamente diminuire via via che ci si avvicina alla chiusura del lavoro, quindi tendenzialmente nel correggere una seconda o terza bozza

  • cercheremo di fare molte meno correzioni che in prima bozza (funziona se il testo è stato già rivisto con cura);
  • ci domanderemo se l’intervento che abbiamo in mente di fare sia davvero migliorativo;
  • ci domanderemo se l’intervento che abbiamo in mente di fare confligga con scelte lessicali, sostanziali, formali e di uniformazione, nostre o altrui, che siano state fatte e accettate nei giri di bozze precedenti.

Il tempo e i soldi

In mancanza di ogni altro parametro e indicazione, o in combinazione con essi, dobbiamo considerare che siamo al servizio del testo, ma non siamo schiavi del cliente. La profondità del nostro intervento deve essere commisurata al tempo e al denaro che ci sono stati offerti per svolgere il lavoro.

Ecco qualche consiglio utile per quando dobbiamo stabilire noi il prezzo e i tempi di consegna: Correzione bozze: come fare un preventivo; Quanto tempo ci vuole a correggere una bozza.

Se siete alle prime armi e vi trovate disorientati di fronte alle bozze che vi vengono affidate, vi consigliamo di leggere il post Oddio, la mia prima bozza! o, magari, iscrivervi al corso Impara la correzione di bozze!

2 pensieri su “Correzione bozze: quando fermarsi

  1. Per usare un luogo comune (che taglierei io stessa), il confine è molto sottile. Mi capita spesso di essere ingaggiata per una correzione bozze e di ritrovarmi a fare una revisione molto più approfondita. Mi rendo conto che effettivamente è perché per la maggior parte si tratta di prime bozze che ancora devono iniziare l’iter mostrato nell’immagine.
    Grazie, molto illuminante.

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