Correzione bozze: il controllo delle immagini

IMG_20141021_101000 Potrei sbagliarmi e spero di essere smentita, ma a me quella della foto pare proprio una renna. Quello dell’illustrazione in basso alla pagina, invece, quello sì è un alce. In questo caso accorgersi dell’errore è relativamente semplice, perché le renne hanno una fisionomia a noi familiare, perché il disegno fa sorgere il dubbio, perché il testo parla delle corna più pesanti del globo. Non sempre la questione è così limpida.

Se fra i nostri compiti c’è anche il controllo dell’impaginato, la verifica della coerenza delle immagini è implicita. Tutti i dubbi che possono venirci sono sani, e devono essere segnalati, o meglio ancora fugati da un controllo sistematico sulle fonti di cui disponiamo.

La prima fonte a disposizione è il testo: se qualcosa non torna, si dovrà valutare se far sostituire l’immagine oppure proporre una modifica alla didascalia o alla descrizione (più spesso è così: se la foto è già stata acquistata o è la migliore disponibile su un dato argomento, difficilmente il grafico avrà la possibilità e il tempo di cercarne una diversa; caso classico quello dei ricettari illustrati o dei manuali).

Anche gli eventuali dati che accompagnano l’immagine possono essere di aiuto. Negli archivi online che contengono le anteprime delle foto di agenzia acquistabili ogni immagine è, di norma, accompagnata da una serie di tag che possono indirizzare nella verifica. Se conosciamo il numero di codice della foto (sovente coinciderà con il nome dato al file, vedere sotto) potremo controllare a cosa essa si riferisca: nel caso dell’animale qui sopra, verosimilmente fra i tag online ci sarà “renna”. Fidiamoci però fino a un certo punto di questa indicazione: serve a individuare tutte le immagini relative a un dato tema, prima che a identificare con esattezza il soggetto.

I tag che accompagnano una foto di agenzia.

Nota utile: ogni immagine scaricata nel computer sarà corredata dei dati EXIF, che indicano (oltre a elementi più interessanti per il fotografo o il grafico) il nome del file e quando è stato creato e modificato. Si possono leggere, per esempio, cliccando con il tasto destro sull’icona dell’immagine e selezionando Ottieni informazioni. Se la foto è già impaginata in Indesign, i dati si possono comunque visualizzare selezionando l’immagine e cliccando sulla finestra dei Collegamenti (Links). Per le bozze in Pdf, invece, nulla da fare.

Se lavoriamo nella stessa sede in cui opera il grafico o abbiamo accesso a un server online comune, facciamoci spiegare i criteri della ricerca iconografica e dell’archiviazione del corredo di immagini, in modo da poter sbirciare senza disturbare, quando ci serve. Dice infatti il saggio: più dubbi il correttore riesce a risolvere da solo, meno grattacapi rischierà di lasciare a chi viene dopo di lui.

Advertisements

5 pensieri su “Correzione bozze: il controllo delle immagini

  1. Ciao, ho appena scoperto questo blog, e vi faccio i complimenti, è davvero interessante.
    Sono traduttrice freelance in un ambito molto specifico, e mi piacerebbe tentare qualcosa anche come correttrice di bozze.
    Da appassionata di natura e animali, posso dire che quello nella foto non è una renna, ma un cervo rosso (Cervus elaphus)!
    Un cordiale saluto.

  2. Prego, è stato un piacere!
    Se su Google cerchi “renna” (Rangifer tarandus), dalle foto vedrai bene la differenza, soprattutto nella forma delle corna dell’animale adulto, e comunque anche nell’aspetto fisico.
    Purtroppo riscontro che, anche nel web, sono molto frequenti errori di questo tipo. Sono anche aggravati dal fatto che spesso vengono fatti errori di traduzione da una lingua all’altra, se il traduttore non è esperto di zoologia, o sufficientemente accurato.
    Ad esempio, spesso accade di leggere, o ascoltare nel caso dei documentari, che il bisonte americano venga chiamato “bufalo”, per assonanza con l’inglese “buffalo”.
    Oppure che “elk” venga tradotto come “alce”, quando invece si tratta sempre di cervo rosso, sottospecie canadese, che dovrebbe essere più correttamente chiamato “wapiti” (nome derivato dalla lingua dei nativi americani). In inglese l’alce propriamente detto (Alces alces), si chiama “moose”.
    Ancora un cordiale saluto!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...